Nuova Pac 2021-2027 senza i titoli: intervista a Angelo Frascarelli

Nuova Pac 2021-2027: essa verte sulla possibilità offerta agli Stati membri di abolire i titoli storici, sostituiti da un pagamento forfettario. Ne abbiamo parlato con l’agronomo Angelo Frascarelli, docente all’Università di Perugia e massimo esperto di Pac.

«A lungo andare – afferma Frascarelli – il modello storico, basato sui diritti pregressi, è difficile da giustificare: non si capisce oggi, e ancora meno domani, il motivo per cui agricoltori che possono esercitare attività agricole analoghe debbano percepire pagamenti diretti molto differenziati, creando disparità di concorrenza».

E poi c’è anche una forte semplificazione nelle procedure, o no?

«L’abolizione dei titoli introduce una forte semplificazione nella gestione dei pagamenti diretti, con la soppressione del “Registro dei titoli” e del trasferimento dei titoli, che ha generato una notevole complessità negli ultimi anni. Inoltre i pagamenti senza titoli favoriscono la mobilità della terra e degli affitti, liberati dalla vischiosità dell’abbinamento ai titoli».

Tuttavia ci saranno molti pareri contrari alla soppressione dei titoli…

«Non mancheranno forti pressioni contrarie all’abolizione dei titoli da parte dei grandi beneficiari dei pagamenti diretti».

Ci saranno anche altri vantaggi al mantenimento dei titoli?

«Gli unici vantaggi sono l’accettabilità politico-sindacale più elevata da parte dei grandi agricoltori che beneficiano dei pagamenti diretti, anche se il numero di agricoltori avvantaggiati è minore di quelli svantaggiati. Inoltre ci sarebbe il mantenimento di un sostegno più elevato per alcuni settori strategici quali latte, tabacco, carne bovina, grano duro e olivo» .

Con il superamento dei titoli, a quanto potrebbe ammontare il pagamento forfettario?

«Allo scopo di simulare l’importo del nuovo pagamento di base, possiamo ragionevolmente fare alcune ipotesi semplificative e, tenendo conto delle suddette ipotesi, il plafond del pagamento di base è pari a 2.940 milioni di euro, che sarà distribuito su tutte le superfici ammissibili dell’Italia. Tali superfici possono essere desunte dai dati più recenti, forniti da Agea, che quantifica il numero totale di ettari ammissibili dichiarati per l’anno 2017 pari a 9.523.151 ettari. Dividendo il plafond di 2.940 milioni di euro per 9.523.151 ettari, si ottiene un pagamento uniforme (“flat rate”) di 309 euro/ha».

E se l’Italia optasse per un pagamento a forfait ma differenziato per territorio?

«La differenziazione territoriale potrebbe rispecchiare le attuali diversità regionali nel livello del sostegno. In questo caso, per esempio le regioni italiane con un sostegno più elevato (Lombardia, Calabria, Veneto e Puglia) potrebbero ricevere un pagamento forfettario uniforme di 400 euro/ha, mentre le regioni con un sostegno inferiore (Trentino Alto Adige, Sardegna, Val d’Aosta, Abruzzo) potrebbero ricevere un pagamento di 220 euro/ha. Ma la scelta del pagamento differenziato è poco probabile, visto che l’attuazione della Pac 2014-2020 ha già individuato l’Italia come “regione unica”. Altra opzione potrebbe essere una differenziazione territoriale su base orografica (pianura, collina, montagna), con pagamenti più elevati nelle zone con maggiori svantaggi naturali».

Quali conclusioni possiamo trarre al momento attuale? La nuova Pac 2021-2027 rappresenterà un vero cambiamento o sarà solo una riforma annacquata?

«Il tentativo di correggere una delle critiche della Pac – cioè che il 20% degli agricoltori riceve l’80% dei pagamenti – ha condotto la Commissione europea ad alcune scelte poco convincenti. La novità più rilevante è la possibilità di introdurre un pagamento annuale uniforme per ettaro ammissibile, legato alla superficie, senza titoli, sul modello dell’attuale “Regime di pagamento unico per superficie” che vige nei paesi dell’Est Europa, quindi la possibilità di abbandonare la logica dei titoli all’aiuto. La scelta dell’Italia tra l’opzione del sostegno di base “senza titoli” o “con i titoli” – da adottare in fase di definizione del piano strategico – costituisce il cuore della riforma dei pagamenti diretti, in bilico tra un vero cambiamento e una “riforma annacquata”».

Intervista del dott.agr. Roberto Bartolini

 

Fonte: www.ilnuovoagricoltore.it