Olio extra vergine: il prezzo corretto alla vendita non è quello attuale

La produzione di olio di oliva quest’anno è in netta crescita, ma i produttori sono infuriati con il mercato. Ecco perché

Il 2019 è un anno molto positivo per l’olio d’oliva extravergine italiano. La produzione, infatti, è quasi raddoppiata rispetto allo scorso anno, passando da 175 mila a circa 350 mila tonnellate (+89%).

Aumenti della produzione si stimano anche in Spagna, fino al 30%, in Portogallo +39% e anche in Grecia, +62%; nonostante un calo medio della produzione del 9% in tutta Europa.

La produzione italiana sebbene elevata è ancora lontana dai livelli del 2008, quando raggiunse le 540 mila tonnellate. La produzione media degli ultimi quattro anni mostra un calo del 37% se paragonata al quadriennio 2008-2011 e un calo del 28% rispetto al periodo 2012-2015. Ad incidere pesantemente è stato il minimo storico del 2018.

Pertanto, la maggiore quantità di olio extravergine di quest’anno potrebbe non compensare le perdite degli anni passati. Va poi ricordata la drammatica situazione del Salento, dove a causa della Xylella Fastidiosa la produzione di olio d’oliva è precipitata e quest’anno sarà di circa l’85%,

La maggiore produzione di olio d’oliva potrebbe non essere sufficiente per l’Italia, tuttavia le 850 mila tonnellate di scorte europee hanno inevitabili ripercussioni sui prezzi, portandoli al ribasso. Questa è la principale preoccupazione dei olivicoltori italiani, che si trovano a dover affrontare una concorrenza europea con Paesi dove i costi di produzione sono inferiori a quelli italiani.

Una bottiglia di olio di oliva extravergine italiano non dovrebbe costare meno di 10 euro, tenendo conto dei costi di produzione. Il prezzo dovrebbe essere compreso tra i 10 e i 13 euro, a seconda della qualità. Nei supermercati, tuttavia, si trovano bottiglie di extravergine vendute a 2,99 euro al litro, ma anche a 2,36 euro.

I motivi dei prezzi fortemente ribassati stanno da un lato nelle dinamiche della grande distribuzione, dall’altro sono dovuti ai costi decisamente inferiori, rispetto a quelli italiani, della produzione di olio di oliva in Paesi come Spagna e Grecia.

Il confronto lo ha fatto il quotidiano Libero, paragonando le quotazioni dell’olio d’oliva tra i vari Paesi europei.

Nella settimana dal 14 al 20 ottobre, le quotazioni all’origine dell’extravergine italiano erano a 4,43 euro al chilogrammo (in aumento del 4% sulla settimana precedente, ma in calo del 13,7% rispetto allo stesso periodo del 2018). Sempre nella stessa settimana le quotazioni dell’extravergine spagnolo erano a 2,36 euro al chilogrammo, mentre quelle dell’olio greco a 2,73 euro. Ancora più basse quelle dell’olio prodotto in Tunisia, a 2,31 euro.

La differenza di quotazioni incide sul prezzo finale e determina così un prezzo inferiore per l’olio d’oliva prodotto negli altri Paesi europei.

Fonte: www.quifinanza.it