Palermo, maxitruffa all’Ue sui fondi per l’agricoltura

Un’indagine del nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza, coordinata dalla procura del capoluogo siciliano, ha fatto scattare un blitz all’alba, con 24 misure cautelari: tre imprenditori – Giovanni e Francesco Di Liberto, Paolo Giarrusso – e un ex funzionario dell’Ipa, Filippo Cangialosi, sono finiti in carcere; fra i dodici ai domiciliari, l’ex ispettore capo dell’Ipa Antonino Cosimo D’Amico (attuale dirigente del Dipartimento Agricoltura della Regione), l’ex sindaco di San Cipirello Vincenzo Geluso (oggi componente dell’Ufficio di gabinetto dell’assessore regionale all’Agricoltura) e un noto avvocato palermitano nonché imprenditore agricolo, Giuseppe Guttadauro; fra gli otto sottoposti all’obbligo di dimora, ci sono altri quattro funzionari. Un vero e proprio terremoto giudiziario all’interno del Dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana. Un intreccio fra malaffare, burocrazia e anche politica.
L’indagine del Gruppo Tutela spesa pubblica del nucleo di polizia economico finanziaria, coordinata dal procuratore aggiunto Demontis e dai sostituti Siani, Amico e  Fusco, si è concentrata sull’iter di concessione dei finanziamenti nell’ambito dei Programmi di sviluppo rurale. E adesso contesta, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, falsità materiale e ideologica in atto pubblico, rivelazione di segreto d’ufficio, soppressione e occultamento di atti pubblici.

L’inchiesta ha svelato che solo due imprenditori di Belmonte Mezzagno, i Di Liberto, erano riusciti a incassare 12,5 milioni di euro fra il 2012 e il 2018, e a dicembre avevano ottenuto un’altra tranche di finanziamenti, che adesso è stata bloccata. Un’emorragia di soldi pubblici verso aziende che imbrogliavano sulle spese sostenute attraverso una montagna di fatture false prodotte da società in Ungheria, Austria e Romania.

In carcere sono finiti in quattro: l’amministratore unico della “Diliberto srl”, il rappresentante legale della “General T.e.c soc.coop”; un ex funzionario dell’Ispettorato provinciale dell’Agricoltura di Palermo, attualmente in servizio al Dipartimento dell’Agricoltura e dell’assessorato regionale all’Agricoltura; e l’amministratore unico della “Meatech”.

 

Fonte: www.repubblica.it