Pensavamo che i negazionisti della xylella avessero finito di parlare. Invece no. Eccone un esempio

Esposto-denuncia penale depositato alla Procura della repubblica di Lecce e di Brindisi da parte del centro di documentazione presso il coordinamento degli “Agricoltori per l’Olivicoltura” del M.A.B. nei confronti dei rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole, per le dichiaraziuoini rese innanzi alla Comagri della Camera. Oggetto dell’esposto-denuncia è il procurato allarme con danno all’ordine pubblico.

Per il ragionier Antonio De Franco, segretario del coordinamento, più volte denunziato dai suoi concittadini e non per diffamazione aggravata, quanto affermato dagli esponenti agricoli non sono altro che affermazioni terroristiche tese ad ingenerare paura ed allarme sociale per avallare l’emergenza….

Vi risparmiamo le altre affermazioni fatte da questo signore ed non diamo nemmeno giudizi su quanto egli non si vergogna dire.

Certo è che questo atto è l’ultimo di una lunghissima serie che non solo ha ritardato le azioni necessarie se non altro a contenere la diffusione del batterio, ma ha anche procurato un enorme danno economico conseguente ai ritardi accumulati.

Tagliare pochi alberi in agro di Oria nel lontano 2014 probabilmente non avrebbe fermato l’infezione ma sicuramente l’avrebbe di molto rallentata nel suo progredire verso il nord e l’ovest della regione.

Invitiamo il ragionier De Franco ed i suoi sodali a leggere quanto è frutto dell’incredibile ricerca scientifica attuata dall’esordio della malattia dai ricercatori pugliesi, assurti per questo alla responsabilità del coordinamento di vari colleghi di svariati paesi.

E ci piacerebbe che la lettura precedesse le azioni che definire improvvide non è abbastanza.