commissione agricola parlamento europeo

Professionisti pagati dalla Pac

Nella nuova politica agricola comune entra il servizio di consulenza aziendale. Gli Stati membri dovranno includere nel proprio piano strategico Pac un sistema di sostegno per servizi di consulenza agli agricoltori e agli altri beneficiari di aiuti agricoli.

Gli Stati membri dovranno includere nel proprio piano strategico Pac un sistema di sostegno per servizi di consulenza agli agricoltori e agli altri beneficiari di aiuti agricoli, a supporto della conduzione dell’impresa agricola e della terra. Quindi i fondi Pac potrebbero servire per pagare le consulenze di agronomi, ma anche di dottori commercialisti, consulenti del lavoro, ingegneri per lo sviluppo di tecnologie, consulenti finanziari.

Questa è una delle novità contenute nella proposta del 1 giugno (Com 2018-392 finale) di regolamento del parlamento e del consiglio europeo rubricata «norme sul sostegno ai piani strategici che gli Stati membri devono redigere nell’ambito della Politica agricola comune e finanziati dal Fondo europeo agricolo di garanzia (Feaga ) e dal fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr ). La proposta abrogherà il regolamento (Ue) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (Ue) n. 1307/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio».

Gli Stati membri dovranno garantire che la consulenza aziendale fornita sia imparziale e che i consulenti siano esenti da conflitti di interesse. I servizi di consulenza aziendale coprono gli aspetti economici, ambientali e sociali e forniscono informazioni scientifiche e tecnologiche aggiornate, sviluppate mediante la ricerca e l’innovazione. Essi sono integrati nei servizi correlati dei consulenti aziendali, dei ricercatori, delle organizzazioni di agricoltori e di altri portatori di interessi pertinenti che formano i sistemi di conoscenza e innovazione in campo agricolo. I servizi di consulenza aziendale dovranno fornire informazioni di base:

– su tutti i requisiti, le condizioni e gli impegni in materia di gestione applicabili agli agricoltori e agli altri beneficiari stabiliti nel piano strategico della Pac. Compresi i requisiti e le norme nell’ambito della condizionalità e le condizioni per i regimi di sostegno, nonché le informazioni sugli strumenti finanziari e sui piani aziendali istituiti a norma del piano strategico della Pac;

– sulle pratiche aziendali che prevengono lo sviluppo della resistenza antimicrobica, come indicato nella comunicazione Piano d’azione europeo «one health» contro la resistenza antimicrobica;

– sulla gestione del rischio;

– sul sostegno all’innovazione, in particolare per la preparazione e l’attuazione di progetti di gruppi operativi del partenariato europeo per l’innovazione in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura;

– sullo sviluppo delle tecnologie digitali nell’agricoltura e nelle aree rurali.

Riserve per i diritti all’aiuto. Ciascuno Stato membro che decide di concedere un sostegno di base al reddito sulla base dei diritti all’aiuto deve gestire una riserva nazionale. Gli Stati membri garantiscono che i diritti all’aiuto provenienti dalla riserva siano assegnati solo ad agricoltori veri e propri. Gli Stati membri utilizzano la riserva in via prioritaria per assegnare diritti all’aiuto alle seguenti categorie di agricoltori:

– giovani agricoltori che hanno recentemente costituito per la prima volta un’azienda;

– agricoltori che hanno recentemente costituito per la prima volta un’azienda in qualità di capo dell’azienda e che dispongono di una formazione appropriata o delle necessarie capacità acquisite, definite dagli Stati membri per i giovani agricoltori.

Fonte: www.italiaoggi.it