Psr Puglia 2007-2013 e 2014-2020: centinaia di migliaia di euro da restituire e polemiche a non finire

L’Olaf apre un’indagine sull’operato dell’Autorità di gestione che era presieduta da Gabriele Papa Pagliardini, ora ai vertici di Agea. La Regione Puglia revoca gli aiuti e impone alle aziende la restituzione di una cifra stimata intorno agli 800mila euro. Intanto sul Psr 2014-2020 non si calmano le acque: l’ex assessore di Gioia accusa il governatore Emiliano. E l’Odaf Bari lancia critiche per la perdita di ulteriori fondi comunitari

L’Organismo europeo per la lotta antifrode (Olaf) ha aperto un’indagine sull’operato dell’Autorità di gestione del Psr Puglia 2007-2013, il cui responsabile era Gabriele Papa Pagliardini, attuale direttore generale di Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), organismo pagatore ai produttori agricoli degli aiuti, contributi e premi con cui l’Ue sostiene la produzione agricole dei Paesi membri.

In pratica l’Olaf ha messo in discussione alcuni casi relativi alla Misura 121 “Ammodernamento delle aziende agricole”, alla Misura 123 “Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali” e alla Misura 221 “Primo imboschimento superfici agricole”.

L’Olaf avrebbe evidenziato «la sistematica inosservanza da parte delle ditte interessate delle norme che regolano le procedure per la concessione dei fondi comunitari e l’intenzionalità e la determinazione di realizzare un disegno fraudolento consistente nel ricevere sovvenzioni pubbliche in misura maggiore di quelle spettanti e, nel contempo, di poter rientrare nella disponibilità delle somme di denaro trasferite a favore di società compiacenti per giustificare i, non reali, costi dei macchinari agricoli». O, in altri casi, le accuse dicono che i lavori comunicati non sono mai stati realizzati.

L’Olaf ha trasmesso il dossier alla Direzione generale dell’Agricoltura e dello Sviluppo rurale della Commissione Ue, che poi ha passato la documentazione alla Regione Puglia. Di conseguenza l’Autorità di gestione del Psr Puglia ha chiesto la revoca totale dell’aiuto pubblico concesso alle aziende imprese agricole (private e cooperative) beneficiarie e le ha obbligate a restituire in una unica soluzione ad Agea l’importo complessivo ricevuto.

Ma sotto indagine della Corte dei Conti Ue è la gestione Pagliardini del Psr Puglia 2007-2013 anche per le alluvioni in Puglia del 7 e 8 ottobre 2013, a seguito delle quali i fondi del Psr vennero utilizzati per ricostruire le strade rurali pubbliche, alcune delle quali sono state divise in due o più lotti, “una divisione che non è giustificata e rappresenta una violazione della scheda della misura 125 e del bando”.

Rispondendo alle contestazioni della Corte dei Conti Ue, Pagliardini, che aveva firmato le relative pratiche, ha detto che «i beneficiari di quelle misure sono tutti enti pubblici e le finalità dei progetti e le procedure sono a mio avviso assolutamente regolari. Agea sta collaborando con la Puglia per fornire tutta la documentazione necessaria e chiarire i fatti».

Intanto non si calmano le acque sulla difficile gestione del Psr 2014-2020, che nei mesi scorsi ha portato alle dimisisoni dell’assessore all’Agricoltura Leonardo di Gioia. In un post su Facebook ha accusato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano di parlare del Psr «fingendo di essere stato poco attento nel valutare il problema. La sua teoria è che le cose non vanno perché non si è impegnato lui direttamente, secondo un copione fortemente conosciuto del superuomo solo al comando. Il suo peccato sarebbe la distrazione. Vuole far passare la teoria secondo cui una sua azione diretta e repentina avrebbe potuto evitare tutti i problemi. Così non è. (…) Emiliano Cerca capri espiatori per costruire immeritato consenso personale».

Sulla situazione critica del Psr Puglia 2014-2020 ha preso posizione anche il presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali della provincia di Bari (Odaf), Giacomo Carreras, in particolare per la situazione paradossale venutasi a creare sulle cosiddette misure strutturali del Psr dopo la revoca da parte del governatore/assessore Emiliano del nuovo bando della Sottomisura 4.1a, che ha portato al blocco di 35 milioni di euro.

«Con il nuovo bando gli imprenditori agricoli potevano puntare su un altro tavolo a cui si accedeva con regole semplificate e condivise, per fondi pari ad altri 35 milioni. La somma non era un granché, è vero, ma adesso anche quella è bloccata: urgono risorse immediate per il settore agricolo».

 

Fonte: www.terraevita.edagricole.it