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Regione Puglia, verso la nascita della nuova Agenzia Arxia

La gestione operativa della Xylella in Puglia va spedita verso l’affidamento all’Arxia, l’istituenda Agenzia regionale per l’innovazione in agricoltura

L’Arxia sarà un ente strumentale dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia amministrativa, organizzativa, contabile e patrimoniale, così come previsto dal disegno di legge d’istituzione approvato ieri nella commissione Agricoltura del Consiglio regionale.

Un “duplicato” dell’Arif ed un altro “carrozzone” secondo le opposizioni (Fi, Dit e M5S) che hanno votato contro sollevando perplessità anche sulla gestione del personale.

Un punto, quest’ultimo, su cui anche il presidente della commissione, Donato Pentassuglia (Pd), ha chiesto un approfondimento a difesa della platea storica del settore, prevedendo una riscrittura delle norme se necessario.

La discussione in Consiglio dovrebbe avvenire a breve visto che dalla legge sono state stralciate le norme finanziarie, per consentire la presentazione in Aula con la procedura più celere.

L’Assemblea legislativa pugliese discuterà presto anche della legge in materia di gestione della xylella con la proposta di modifica avanzata dalla Giunta regionale approvata in Commissione, sempre a maggioranza.

Il ddl tra i principali aspetti prevede l’attività di reimpianto, la tutela dei vivai e la conservazione degli ulivi secolari e monumentali nella Piana degli olivi secolari, prima della loro definitiva eradicazione, mediante la procedura di capitozzatura delle branche principali e innesto di cultivar dichiarate resistenti, e nell’applicazione delle misure fitosanitarie di controllo del vettore.

L’autorizzazione – è previsto – potrà essere rilasciata dal Servizio fitosanitario.

Prevista inoltre una deroga alle vigenti disposizioni in materia di vincoli forestali, ambientali, idrogeologici e paesaggistici, da applicare alle proposte di interventi di estirpazione di olivi riconosciuti infetti da Xylella in caso di ricostituzione del patrimonio olivicolo, con il contestuale impianto sulla medesima particella, di almeno pari numero di piante di olivo di varieta’ riconosciuta resistente.

 

Fonte: www.ansa.it