Rinnovamento e sinergie per rilanciare l’agricoltura

Alla base di un progetto di rilancio dell’agricoltura/olivicoltura salentina risulta di fondamentale importanza il rinnovamento delle aziende attraverso il ricambio generazionale, che è il più importante obiettivo da perseguire nella politica di innovazione del settore.

In agricoltura, ed in particolare in olivicoltura, occorreranno sempre più giovani diplomati e laureati capaci non solo di valorizzare la propria intelligenza e preparazione in generale, ma soprattutto di acquisire una formazione specialistica mirata alle attività da svolgere.

Nel prossimo futuro l’avanzare delle conoscenze potrà portare in agricoltura cambiamenti oggi neppure immaginabili.

La rivoluzione, iniziata negli USA per fronteggiare i cambiamenti climatici, prevede di arrivare in pochi anni nel nostro Paese al 10% della superficie coltivata con esperienze e produzioni legate all’agricoltura di precisione: la trasformazione in senso digitale di campi, stalle, fattorie e mezzi agricoli.

La modernizzazione del settore è importante in special modo per migliorare i redditi agricoli italiani che, nel decennio 2005-2014, sono cresciuti solo del 14% rispetto alla media europea del 40%.

Nel contempo, strumenti sempre più sofisticati stanno portando a ridurre fortemente il fabbisogno di manodopera generica mentre cresce quello di maestranze e tecnici qualificati, quindi di una qualificata formazione, a tutti i livelli.

I giovani imprenditori agricoli ed olivicoli di domani saranno certamente gli artefici di un nuovo e creativo capitalismo imprenditoriale, basato sulla conoscenza, cioè su un capitale intellettualem, per il  quale ccorrono preparazione, idee e capacità manageriali.

Diviene, quindi, fonamentale nel Salento il ruolo che dovranno svolgere le scuole del territorio, tra le quali si sono distinte per l’ impegno profusogli Istituti Secondari Superiori “Egidio Lanoce” di Maglie e “Presta-Columella” di Lecce, nonchè la stessa Università del Salento.

Ma questo da solo non basta.

Un’agricoltura più moderna deve essere certamente innovativa e non può avere paura del cambiamento. Dobbiamo avere la forza di vincere la resistenza al cambiamento anche perchè nella maggior parte dei casi, l’esito è per l’impresa un balzo in avanti prima impensabile.

Bisogna lavorare insieme: una cosa complicata nel nostro salento, perchè esiste la tendenza ad essere individualisti e gelosi. Ma , nel mercato di oggi, l’individualismo non paga più. E’ necessario mettere in comune le eccellenze, le qualità e l’organiz<zazione.

Ricordo tanti anni fa il mio ‘maestro’ professor Giuseppe De Meo che, oltre ad essere Ordinario di Economia e Politaica agraria dell’allora Facoltà di Agraria di Bari, aveva anche l’incarico semestrale di associazionismo in agricoltura e cercava di far comprendere a noi studenti quanto la collaborazione fra produttori fosse importante per determinare l’acquisizione di nuove conoscenze, migliorare la managerialità, la capacità di decidere, il poercorso di crescita e l’immissione di prodotti più interessanti per il mercato.

Gli imprenditori salentini, e non solo, del futuro dovranno sempre più confrontarsi, condividere i percorsi, curiosare, attivare collaborazioni con le imprese dello stesso settore, di settori diversi e con i centri di ricerca, attivare partecipazioni e fusioni, rinunciando quindi al’autoreferenzialità.

dott. agr. Giuseppe Ferro

accademico dei Georgofili