Salento, il maltempo distrugge gli ulivi «anti Xylella»

Salta la consegna di 130mila piante di Favolosa: stop ai reimpianti

Il maltempo che ha flagellato la Sicilia ha distrutto le piantine di Favolosa già destinate al Salento e per l’olivicoltura è crisi sempre più nera.

Un danno enorme causato dagli agenti atmosferici ma che avrà ripercussioni sulle attività di reimpianto, quello registrato in un vivaio di Randazzo (in provincia di Catania), autorizzato dal Ministero per le Politiche agricole e forestali a fornire le cultivar resistenti alla Xylella fastidiosa nelle provincie di Lecce e Brindisi.

Nei giorni scorsi le fortissime raffiche di vento e i violenti nubifragi che hanno colpito quell’area dell’isola, hanno distrutto i capannoni facendo crollare le coperture, che a loro volta hanno schiacciato i fusti delle piantine fino a renderle inservibili.

La cultivar Favolosa, va ricordato, si è dimostrata maggiormente tollerante al batterio della Xylella fastidiosa che da cinque anni sta devastando gli oliveti salentini, per questo nelle scorse settimane erano stati effettuati migliaia di ordini della nuova varietà che gradualmente avrebbe sostituito le piante infette, tra cui quelle dell’ogliarola.

I responsabili del vivaio siciliano hanno immediatamente allertato i committenti salentini, che avevano ordinato 200mila piantine delle quali già 130mila prenotate dai coltivatori. Oltre un migliaio di proprietari terrieri aveva infatti chiesto lotti di piccole e medie dimensioni da impiantare in sostituzione degli oliveti malati. Ordinativi da venti, trenta, fino a cinquanta esemplari di Favolosa.

La vendita per ora è stata sospesa e chi aveva prenotato è stato invitato a recarsi presso le rispettive piattaforme di distribuzione per ricevere indietro le somme lasciate in acconto.

Adesso si sta tentando il tutto e per tutto per garantire la fornitura entro marzo, tempo limite per il reimpianto delle nuove cultivar.

«Siamo stati avvisati dai responsabili del vivaio – spiega il presidente del Consorzio di produttori Dop di Terra d’Otranto, Giovanni Melcarne – che le piogge torrenziali e le bufere di vento hanno completamente distrutto le piantine prenotate, che non sono più in condizioni di essere vendute. Tutte le piattaforme di distribuzione – assicura – sono pronte a restituire la caparra lasciata da chi aveva prenotato e nelle stesse sedi verranno finite indicazioni su eventuali altri futuri approvvigionamenti».

Questa ulteriore calamità che si è abbattuta sul comparto olivicolo salentino, già gravemente provato dalla piaga del batterio e che quest’anno ha registrato la peggiore annata della sua storia con l’infestazione della mosca olearia e la prevista scarica, ha scoraggiato i produttori e i coltivatori che sperano in una repentina ripresa del settore per evitare di finire sul lastrico.

«Purtroppo stiamo vivendo una continua odissea – è il rammarico di Melcarne – questa improvvisa frenata negli approvvigionamenti sta rallentando di molto il programma che ci eravamo prefissati per il reimpianto. L’unica nota positiva – aggiunge – è che si sono potuti contenere i prezzi delle piantine».

Un barlume di speranza resta comunque acceso e già si guarda alla fine del prossimo inverno.

«Contiamo di riuscire ad avere altre forniture per fine marzo – annuncia Melcarne – sia attraverso altri vivai che con lo stesso concessionario della Sicilia che è stato colpito dalla calamità naturale, che si è detto pronto – conclude il presidente del Consorzio – a ricostituire le piante entro qualche mese».

 

Fonte: www.lagazzettadelmezzogiorno.it