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Scorte idriche dimezzate, Meridione a rischio siccità

Nonostante le cospicue precipitazioni verificatesi finora, secondo l’Associazione nazionale delle bonifiche il tema della siccità tornerà presto d’attualità, soprattutto nelle regioni del Sud Italia, considerando che i principali invasi contengono attualmente circa 1.500 milioni di metri cubi d’acqua, contro i 2.341 dell’anno scorso e gli oltre 3.100 del 2010.

“Siamo in ritardo sugli interventi infrastrutturali – spiega Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative – e raccogliamo solo l’11% dei 3 miliardi di metri cubi di pioggia che cade ogni anno”. Il primo problema non è, per ammissione della stessa Anbi, la disponibilità di risorse economiche, ma la burocrazia che ostacola la cantierabilità dei progetti.

C’è un Piano nazionale invasi, presentato a luglio dell’anno scorso, che nei prossimi vent’anni, con una dotazione di 20 miliardi, punta a realizzare 2.000 piccoli e medi bacini in tutto il territorio nazionale. C’è poi il grande tema delle opere incompiute, 31 in tutto.

Il caso più eclatante è quello della diga sul Melito, in Calabria, una delle più grandi in Europa, un’opera fantasma già costata 90 milioni di euro i cui lavori, iniziati negli anni Novanta e poi sospesi per un contenzioso con l’impresa appaltante, sono fermi al 10%.

Emblematico anche il caso della diga Pietrarossa in Sicilia, i cui lavori, se ripresi, porterebbero a 17.500 gli ettari irrigabili, dagli attuali 6.000. A queste opere, nel gruppo di quelle da ultimare, se ne aggiungono altre 3 in Sicilia e 6 in Calabria, ben 7 in Campania, 4 in Puglia, una (ciascuna) in Sardegna e Molise, 2 in Abruzzo e 4 nel Lazio.

Tutto questo – denuncia l’Anbi – in un Paese che in otto anni ha dimezzato le disponibilità idriche e che neanche quest’anno, nonostante un inverno piovoso, potrà disporre di risorse adeguate, dal momento che il grosso degli apporti idrici garantiti da piogge e nevi non viene trattenuto, confluendo in mare.

Fonte: www.informatoreagrario.it