Sputacchina, già visibile la nuova generazione 2020 del vettore di X. fastidiosa pauca

Gli ormai noti “sputi”, contenenti gli stadi giovanili della sputacchina media (Philaenus spumarius), vettore del batterio Xylella fastidiosa, sono ormai ben visibili sulla vegetazione spontanea al suolo in Salento. Il ritrovamento, avvenuto nelle costanti attività di monitoraggio condotte dall’Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Ipsp) del Cnr di Bari, è stato prontamente segnalato al Servizio fitosanitario della Regione Puglia dopo la necessaria identificazione della specie in laboratorio.

«In foto scattate il 23 febbraio 2020 in agro di Casarano (Le) – dichiara il ricercatore dell’Ipsp-Cnr Pierfederico La Notte – è evidente, su piante di Sonchus e di Calendula, la schiuma autoprodotta contenente neanidi di I e II età, cioè i primi due dei cinque successivi stadi giovanili che precedono la comparsa degli adulti, questi ultimi in grado di volare e trasmettere il batterio su olivo e altre piante ospiti».

 

«Ai sensi della decisione UE/789/2015, del Dlgs 214/05 e della DGR 1890/2018, nella zona cuscinetto, nella zona contenimento e nella zona infetta è obbligatorio effettuare interventi meccanici per il controllo degli stadi giovanili (lavorazioni superficiali del terreno, trinciatura delle erbe spontanee, pirodiserbo o diserbo, queste due ultime operazioni da eseguirsi solo in caso di impossibilità a intervenire meccanicamente) entro e non oltre il 30 aprile. Nella zona indenne tali interventi sono fortemente raccomandati con funzione preventiva».

«Sebbene l’obbligo di intervento meccanico viga dal 1° marzo al 30 aprile, il periodo tecnicamente più idoneo per intervenire, consiglia La Notte, corrisponde a quando tutte le uova sono schiuse e l’intervento è più efficace. … si spera che anche quest’anno la Regione avvii il monitoraggio dei vettori in tutta la Puglia. La mancata attuazione delle misure obbligatorie comporta la diffusione della batteriosi con pregiudizio dell’economia rurale nonché l’applicazione di pesanti sanzioni previste dalla normativa vigente».

 

Fonte: www.terraevita.edagricole.it