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CDM: via libera al Decreto Legge per il Turismo al MIBAC,il Commercio internazionale ed internazionalizzazione al MAE

Il consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge con “Disposizioni urgenti per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione dei ministeri per i beni e le attività culturali, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dello sviluppo economico, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, delle infrastrutture e dei trasporti e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonchè per la rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere e per i compensi per lavoro straordinario delle forze di polizia e delle forze armate e per la continuità delle funzioni dell’autorità per le garanzie nelle comunicazioni”. Continua a leggere

Agricoltura in difficoltà. Un guado difficile da superare

Leggiamo un intenso e bell’articolo di Gianni Gnudi sulle difficoltà che il mondo agricolo sta attraversando ma che, soprattutto, sta subendo senza aiuto alcuno. Lo riportiamo fedelmente. Continua a leggere

FAI-CISL, FLAI-CGIL e UILA-UIL ricevuti dalla ministro Bellanova

“Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil sono stati ricevuti al ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dalla ministro Teresa Bellanova per un primo confronto sulle priorità del lavoro agroalimentare e ambientale”, informano i sindacati in un comunicato congiunto. Continua a leggere

MIPAAF: annullato Decreto di nomina del direttore Agea

Il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo comunica che con provvedimento del Ministro Sen. Teresa Bellanova del 12 settembre 2019 è stato annullato il Decreto ministeriale del 16 agosto 2019, con il quale era stato nominato il Direttore di Agea.

A far data dal 14 settembre 2019, il Direttore di Agea opererà quindi in regime di proroga amministrativa ai sensi norme vigenti.

Fonte: www.agricolae.eu

MIPAAF: un solo sottosegretario. Giuseppe L’Abbate, M5S.

Il ministero dell’agricoltura alla Puglia. Dopo la nomina a ministro di Teresa Bellanova (PD), adesso quella a sottosegretario di Giuseppe L’Abbate (M5S). Continua a leggere

La neo ministro Bellanova su caporalato e xylella

“La legge contro il caporalato di cui si è dotata il nostro paese è, come si riscontra ancora una volta oggi, una norma eccellente, considerata best practice a livello europeo. una legge che sta dando risultati importantissimi e che a maggior ragione per questo deve essere fatta funzionare completamente”, afferma il ministro delle politiche agricole Teresa Bellanova, che sottolinea: “Deve essere infatti chiaro che quella non e’ solo una norma repressiva ma contiene in sè una parte preziosissima legata alla prevenzione e alla rete del lavoro agricolo di qualita’”.

“Uno sforzo enorme che va fatto non contro le aziende ma con le aziende, perchè il caporalato significa concorrenza sleale e danneggia quelle imprese, e sono tantissime, che operano nella legalità, con esiti eccellenti. e che va fatto con i consumatori e la grande distribuzione”.

In merito a xylella fastidiosa, il ministro afferma: “Ricerca, ricerca, ricerca: il Salento sia un campo di sperimentazione a cielo aperto”.

“E’ fondamentale fermare l’avanzata del batterio verso le altre province pugliesi tenendo sotto stretto controllo i territori e intervenendo tempestivamente dove necessario ed è assolutamente prioritario rilanciare olivicoltura e attività frantoiane in Salento e avere come obiettivo ineludibile la rigenerazione del paesaggio”.

“Sono necessari incentivi per impiantare il leccino che ha dimostrato maggiore resistenza alla xylella”, ha spiegato il ministro, nel sottolineare che “è altrettanto necessario rafforzare l’interlocuzione con Bruxelles per un sostegno forte perchè evidentemente la xylella è una falla evidente del sistema di controllo alle frontiere rispetto all’ingresso di piante con batteri pericolosi”.

“Va sottolineato che il resto dell’Italia è controllata e indenne. Lo dico perchè anche nei mesi scorsi non sono mancati esempi di concorrenza sleale e di blocchi delle importazioni di materiale florovivaistico italiano per questa ragione”, ha concluso il ministro.

 

Fonte: www.agrapress.it

La Corte Ue condanna l’Italia sulla Xylella (e sappiamo chi ringraziare)

Secondo la sentenza il nostro paese non ha attuato subito le misure per impedire la diffusione del batterio. Bucci: “I ritardi non erano inevitabili ma sono stati causati dal governo regionale. Confidiamo nel nuovo ministro Bellanova”

“L’abbattimento doveva essere immediato. Le misure previste dall’Europa erano appropriate, come hanno sempre sostenuto la comunità scientifica e gli osservatori internazionali”. La sentenza “non è una sorpresa” per Enrico Bucci, professore di Biologia dei Sistemi alla Temple University di Philadelphia.

La Corte di giustizia europea, l’organo che ha il compito di garantire che i paesi e le istituzioni dell’Unione rispettino la normativa comunitaria, ha stabilito che “l’Italia è venuta meno all’obbligo ad essa incombente di attuare misure per impedire la diffusione del batterio Xylella Fastidiosa, che può provocare la morte di numerose piante, in particolare degli olivi”, come si legge nel verdetto relativo al ricorso della Commissione, che già nel 2015 aveva imposto misure per eradicare il batterio.

 

 

Per ricapitolare: la Xylella, un batterio vegetale responsabile del disseccamento rapido di diverse piante, viene osservata per la prima volta in Europa nel 2013, sugli ulivi pugliesi. Nel 2015 la Commissione adotta una decisione (una delle fonti del diritto con efficacia vincolante, obbligatoria in tutti i suoi elementi), che impone a tutti gli stati membri di rimuovere non solo le piante infette ma anche tutti gli alberi situati nel raggio di 100 metri di distanza da quelli contagiati. Perché quella è la distanza che può percorrere in una dozzina di giorni un insetto, la sputacchina, che è il vettore del batterio.

Ma un battito d’ali di sputacchina provoca una tempesta complottista. Così inizia il circo di teorie strampalate, con le accuse ai ricercatori e alle diaboliche multinazionali e decreti delle Procure. Nel 2016 la Corte, chiamata a pronunciarsi su una domanda pregiudiziale, dichiara la legalità delle misure di Bruxelles. Ma siccome a quel punto la Xylella si è già diffusa da oltre due anni in alcune zone della Puglia e l’eradicazione non è più possibile, la Commissione chiede nuove misure di contenimento del batterio, per impedire che si diffonda: l’esecutivo europeo modifica la decisione e prevede, in via eccezionale, il monitoraggio del territorio interessato e l’abbattimento immediato delle sole piante infette in una fascia di 20 chilometri che attraversa le province di Brindisi e di Taranto. Nel 2018 la Commissione fa ricorso contro l’Italia, accusata di essere inadempiente. Oggi la Corte dà ragione all’accusa.

“Le situazioni di ordine interno di uno Stato membro non giustificano l’inosservanza degli obblighi e dei termini risultanti dal diritto dell’Unione”, spiega infatti la sentenza.

“L’Italia avrebbe quindi dovuto adottare misure nazionali di emergenza che prevedessero procedure più rapide per superare tali ostacoli”.

La Corte aggiunge che “alla scadenza del termine fissato dalla Commissione, vale a dire il 14 settembre 2017, l’Italia aveva omesso di rispettare due degli obblighi ad essa incombenti”.

“Non ha proceduto immediatamente alla rimozione, nella zona di contenimento” di circa il 22 per cento delle piante infette e per rimuovere le altre ha impiegato “più settimane o addirittura più mesi”, un periodo inconciliabile con il termine “immediatamente” contenuto nella decisione europea.

La colpa del ritardo generale è dovuta al trasferimento di responsabilità dal governo centrale a quello regionale – aggiunge Bucci – Oggi la percentuale di alberi non abbattuti è ulteriormente aumentata. La situazione è ancora peggiore ora, mentre si iniziano a vedere i primi uliveti distrutti anche a Ibiza. Per esempio in Puglia assistiamo allo spettacolo paradossale di uffici che si multano l’un l’altro mentre gli ulivi da abbattere sono sempre lì. Abbiamo l’Arif (l’Agenzia Regionale per le Attività Irrigue e Forestali della Puglia, ndr) senza direzione, dopo le dimissioni del commissario Oronzo Milillo. La situazione è catastrofica, con continui interventi della sovrintendenza che blocca gli abbattimenti. Al di sopra di tutto c’è Emiliano che sguazza tra gli eventi di chi scrive libri per dire che l’emergenza non esiste”.

 

Fonte: www.ilfoglio.it

Ecco chi è Teresa Bellanova, il nuovo ministro dell’Agricoltura

La descrivono come una donna capace, determinata e che fa squadra. Teresa Bellanova è stata scelta da Giuseppe Conte, su indicazione del Partito democratico, come il nuovo ministro dell’Agricoltura. Continua a leggere