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I nuovi padroni dell’olio d’oliva a livello mondiale fanno fuori l’Italia

Un doppio colpo basso per l’Italia dell’olio. Restata a bocca asciutta nel rinnovo a fine giugno delle cariche del Coi, il Consiglio oleicolo internazionale, organismo internazionale sotto l’egida dell’Onu, l’Italia ha dovuto fare i conti con un’altra cattiva notizia: la cacciata del responsabile dell’Unità chimica del Coi.

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Il Giappone mira a valorizzare l’olio di oliva tunisino

Dopo la visita del direttore esecutivo tunisino del Consiglio oleicolo internazionale, Abdlellatif Ghedira, in Giappone a fine febbraio, che faceva seguito a un’altra visita, nel settembre 2018, di una delegazione del Coi, la Japan International Cooperation Agency (JICA) ha annunciato la creazione di un marchio per l’olio d’oliva tunisino, in collaborazione con i responsabili del settore in Tunisia, nell’ambito di un progetto di valorizzazione dei prodotti del paese. Continua a leggere

Gli oli di oliva vergini non devono contenere esteri del 3-MCPD

Il segretariato esecutivo del COI ha organizzato una riunione di esperti sui possibili residui di contaminanti negli oli d’oliva e negli oli di sansa di oliva. Diversi argomenti sono stati discussi negli ultimi mesi, dalla precedente riunione di dicembre

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Olio italiano, via libera all’invasione dall’Africa: le regole adesso le fanno gli arabi

Da anni l’Italia dell’ olio extravergine d’oliva è ostaggio di decisioni e strategie assunte lontano da Roma e perfino da Bruxelles. Ma se finora contavamo come il due di coppe a briscola, il futuro potrebbe riservarci sorprese ancora più amare.

Il tunisino Abdellatif Ghedira è stato confermato direttore esecutivo del Consiglio oleicolo internazionale, Coi in sigla, sede a Madrid, praticamente l’ Onu dell’ olio d’ oliva. Ma con pieni poteri di stabilire le regole del settore, a cominciare da quelle – delicatissime – che regolano l’ intero sistema dei controlli.

L’ufficializzazione della nomina, con la conferma del tunisino per i prossimi 5 anni, è arrivata al Consiglio generale del Coi che si è tenuto venerdì a Marrakech, in Marocco. Ed è particolarmente grave per tre motivi.

Per assicurare la presa di possesso totale, a fianco di Ghedira sono stati confermati i due direttori aggiunti: lo spagnolo Jaime Lillo e il turco Mustafa Sepetçi.

Fra i nostri operatori del settore lo sconforto è massimo: è come aver consegnato le chiavi dell’ oliveto-Italia alla Conferenza Islamica. Con la benedizione colpevole di Spagna e Unione europea.

Cosa accadrà ora è abbastanza facile da immaginare. «Da una posizione di forza il riconfermato segretariato esecutivo del Consiglio oleicolo internazionale», scrive Alberto Grimelli su Teatro Naturale, la bibbia del settore oleicolo, «riproporrà l’ allargamento delle maglie del panel test, per depontenziarlo, e lo sdoganamento degli oli dolci. Un programma in netta antitesi con la progettualità italiana che invece da tempo ha puntato tutto sulla qualità».

Da anni, infatti, in seno all’ Onu dell’ extravergine, Spagna e Paesi arabi stanno cercando di depotenziare i controlli affidati ai «panel test», composti da assaggiatori professionali di olio, in grado di giudicarne la qualità, riconoscendone gli eventuali difetti e pure segnalare la presenza di materia prima straniera.

L’ ultimo tentativo per «neutralizzare» gli assaggiatori risale all’ inizio dell’ ultima primavera ed è stato sventato dalla ribellione dei nostri produttori. Con la riconferma del triunvirato ispano-arabo la strada è spianata. Sarà soltanto una questione di tempo ma il finale di partita è già scritto.

Da tempo Madrid spinge per allentare i controlli visto che la maggior parte delle 1.600 tonnellate di olio extravergine d’ oliva prodotte in Spagna sono di qualità scadente. L’ oro verde italiano, che si distingue per caratteristiche chimiche ed organolettiche uniche, capace di farne un prodotto eccelso, dà fastidio. Resta il benchmark, il termine di paragone cui rapportare tutti gli altri prodotti.

Con i panel test depotenziati sarà molto più semplice importare la materia prima scadente da Spagna, Tunisia, Marocco, Egitto e Turchia, miscelarla al nostro extravergine e spacciare il risultato per olio made in Italy.

Una eventualità che rischia di far precipitare ulteriormente le quotazioni all’ origine dell’ olio tricolore. Mettendo definitivamente fuori mercato i nostri produttori. E spalancherebbe le porte ai misturoni senza patria e senza bandiera che hanno fatto della Spagna il primo produttore mondiale di olio d’ oliva.

I modelli di riferimento, per la produzione, rischiano di diventare gli uliveti super intensivi, centinaia di migliaia di ulivi a perdita d’ occhio, coltivati meccanicamente, capaci di dare un prodotto a basso costo ma anche di bassa se non bassissima qualità.

di Attilio Barbieri

 

Fonte: www.liberoquotidiano.it

Abdellatif Ghedira direttore esecutivo del Consiglio oleicolo internazionale fino al 2023

Apparentemente la 109a sessione del Consiglio dei membri del Consiglio Oleicolo Internazionale appariva come una riunione formale ma in realtà è stata presa una decisione strategica che influenzerà il destino del settore olivicolo-oleario almeno per i prossimi quattro anni. Continua a leggere

La Ue si prepara a difendere l’olio di oliva nel Consiglio oleicolo internazionale

Il Consiglio dei Ministri dell’UE ha dato mandato alla Commissione di procedere all’esame e alle discussioni che sorgeranno prossimamente in seno al Consiglio Oleicolo internazionale, di cui l’Ue fa parte come membro di diritto,  sulle proposte di modifiche delle denominazioni e delle norme di produzione e commercializzazione dell’olio di oliva. Continua a leggere

La Commissione europea boicotta l’olivicoltura italiana

Spagna e Tunisia hanno vinto e si prenderanno il settore olivicolo-oleario per i prossimi quattro anni, cercando di dare al prodotto la natura di commodity. Via il panel test, sdoganamento degli oli dolci e magari anche dei deodorati. Questo è il futuro che ci attende

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Le associazioni Cia, Italia Olivicola, Unapol, Assitol, Foi, Ceq ed Aifo – informa un comunicato stampa congiunto – hanno scritto al ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi ed al ministro delle politiche agricole Gian Marco Centinaio Continua a leggere

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In due differenti interrogazioni parlamentari, al Senato e alla Camera, maggioranza e opposizione chiedono al Ministro dell’agricoltura Centinaio il rispetto degli accordi internazionali e che spetti all’Italia la guida dell’organismo internazionale dell’olio di oliva per i prossimi quattro anni Continua a leggere