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Coldiretti, ancora una figuraccia

Dopo l’accordo, tramite Unaprol, con la Federolio e FAI, teso a sdoganare un blend di oli italiani con oli comunitari e non con il nome ‘Italico’, distruggendo tutto il lavoro fatto per il made in Italy; dopo essere stati criticati anche dal loro ex presidente Sergio Marini; dopo l’incomprensibile guerra al CETA, un’ ulteriore brutta figura relativa alla bocciatura dell’olio IGP Puglia.

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Olio d’oliva e no Ceta, Sergio Marini: “Coldiretti sta sbagliando tutto”

Le bordate più dure degli ultimi giorni sulla linea politica di Coldiretti vengono dal suo ex presidente, Sergio Marini, che su Facebook non lesina accuse e veleni. Continua a leggere

L’Ispettorato per la repressione frodi affossa l’olio italico

L’olio extravergine di oliva “Italico”, miscela al 50% di olii nazionali e comunitari, sparisce ancor prima di approdare sugli scaffali dei supermercati, dopo essere stato proposto durante il convegno del 28 giugno organizzato da Federolio, l’associazione degli imbottigliatori oleari, a Palazzo Rospigliosi. Continua a leggere

Miscela “Italico”, Coldiretti e Federolio si smentiscono da sole: l’unica fake news è il loro impegno per il Made in Italy

“Una settimana per arrivare ad una sconclusionata e falsa precisazione, 48 ore per capovolgere il contenuto di un loro stesso comunicato, il quadro è ormai chiaro: le piroette di Coldiretti e Federolio ormai provocano disgusto e tristezza e sono la testimonianza di un golpe al Made in Italy fallito: a pagare le conseguenze delle loro azioni, però, sono sempre i produttori e i consumatori”.

Così il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, ha commentato la retromarcia delle ultime ore di Coldiretti e Federolio sull’Italico.

“Invece di chiedere scusa hanno bollato come “fake news” tutte le notizie degli ultimi dieci giorni, a partire dalle loro stesse parole e dai loro stessi comunicati: l’unica fake news in realtà è l’impegno di Coldiretti e Federolio per la tutela dell’olivicoltura italiana e del Made in Italy”, ha dichiarato il Presidente Sicolo.

“È evidente come i protagonisti di questa farsa siano stati colti con le mani nella marmellata, anzi nelle miscele di olio che vogliono far passare come prodotto Made in Italy – ha sottolineato Sicolo -. La bocciatura senza appello del Ministro, la reazione di chi tutela realmente il Made in Italy, la presa di posizione dura dei consumatori e la valanga di proteste sui social e sui territori hanno prodotto questo passo indietro improvviso e sorprendente, soprattutto perché i protagonisti di questo accordo farlocco fino a qualche ora fa difendevano con dichiarazioni e comunicati la porcheria partorita chiamata Italico”.

“L’attenzione naturalmente resta altissima e vigileremo con grande attenzione su tutto il territorio nazionale, perché è certo che Coldiretti e parte di Federolio nelle prossime settimane torneranno alla carica con questo progetto”, ha ribadito Sicolo.

“Di questa vicenda restano tante menzogne ed un’unica verità: Coldiretti ha sposato la causa di alcuni commercianti abbandonando definitivamente gli interessi degli agricoltori, gli olivicoltori in questo caso, e la tutela del Made in Italy”, ha concluso Sicolo.

 

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PER CONTESTUALIZZARE LA VICENDA E PER SMASCHERARE IL DISEGNO COLDIRETTI-FEDEROLIO SI RIPORTANO STRALCI DI ALCUNE DICHIARAZIONI/COMUNICATI DEI PROTAGONISTI DELLA VICENDA

 

Roma, 28 giugno 2018, Segretario Generale Coldiretti Vincenzo Gesmundo durante convegno pubblico: “(…) Come si considererà il patriottismo delle imprese olivicole e delle industrie olivicole italiane? Quelle che tenderanno nel brevissimo tempo ad arrivare a blend che contengono il 50% di olio italiano, e siccome questo fa parte integrante, perché dico 50%?  Perché non è che noi veniamo dal mondo della luna (…) per me il massimo del Made in Italy di una qualsiasi industria qui rappresentata è quella industria che possa dimostrare che all’interno dei suoi blend c’è almeno il 50% di olio extravergine d’oliva italiano, piuttosto che dell’olio italiano, piuttosto che e vabbè ma io faccio 100%? Va bene, te daremo la palma con la biga qui sulla via che porta verso Roma (…)”

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Roma, 3 luglio 2018, Federolio replica a nota di Assitol: “Da una nota diffusa poco fa FEDEROLIO apprende che Assitol (Associazione Italiana dell’Industria Olearia) guarda con stupore alla proposta presentata nell’accordo Federolio-Coldiretti – che punta a premiare un blend con un 50% di olio italiano – giudicata dall’Associazione una proposta che rischia di mandare ancora più in confusione il consumatore e che suscita perplessità nella filiera (…) Premesso che il nome “Italico” è stato usato proprio dall’Assitol e si è imposto nella sintesi giornalistica, stupisce apprendere della presa di posizione di Assitol contro questo accordo, considerato che Federolio e Unaprol hanno parlato di ben un 50% di olio italiano garantito nelle confezioni di questo blend mentre l’Assitol si era fermata al 30% (…) Rispetto a quello che è stato definito “italico” FEDEROLIO tiene poi a precisare che questo prodotto, oltre a contenere il 50% di prodotto nazionale, avrà una componente di olio non italiano che dovrà comunque rispondere a verificabili requisiti di eccellenza; inoltre esso sarà assoggettato a controlli effettivi e severi, per cui sarà qualcosa di profondamente diverso e distinto rispetto agli attuali blend (…)

Olio svenduto a 4 euro, Sicolo: “Da Coldiretti via libera ai saldi dell’extravergine”

“I profitti di alcuni commercianti sono più importanti degli interessi degli olivicoltori italiani: svendendo a 4 euro l’extravergine dei produttori, e sdoganando le miscele con oli comunitari ed extracomunitari, Coldiretti dà il via libera ai saldi dell’extravergine”.

Il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, non ci sta e torna a picconare l’accordo di filiera farlocco siglato la scorsa settimana da Coldiretti e Federolio.

“Dietro il fumo dei comunicati stampa, c’è una sostanza diversa che abbiamo denunciato subito: non solo non è arrivato alcun passo indietro dai protagonisti di questo sciacallaggio commerciale, ma in queste ore sono arrivate addirittura solo parole di sostegno all’Italico, la miscela sottocosto che punta a confondere i consumatori – ha aggiunto Gennaro Sicolo -. Speravamo fosse solo una boutade invece è ormai chiaro l’intento di Coldiretti di distruggere l’olivicoltura italiana”.

“L’italian sounding chiamato Italico è il progetto da sempre auspicato dai rappresentanti di Coldiretti ma ha sempre trovato un ostacolo insormontabile nel Consorzio Nazionale degli Olivicoltori e da gran parte della filiera – ha ricordato Sicolo -. È evidente come sia inconciliabile la nostra posizione a tutela del 100% italiano, dei monovarietali, delle Dop, Igp con quella di chi difende le miscele ed un approccio al mercato che calpesta gli olivicoltori italiani”.

“Quale parametro chimico o analisi ufficiale intendono utilizzare gli amici dirigenti con le bandiere gialle per stabilire scientificamente la percentuale di extravergine italiano in queste miscele? Come faranno a selezionare i migliori oli del mondo se negli altri Paesi non esiste un sistema di controllo e tracciabilità nemmeno lontanamente paragonabile al nostro? – ha evidenziato Sicolo -. Sono domande che cadranno nel vuoto perché non è possibile fornire una risposta: l’unica certezza è che per Coldiretti il valore dell’extravergine italiano equivale a tre caffè”.

“Qualsiasi etichetta ingannevole che riporta al Made in Italy ma che contiene miscele sarà denunciata e osteggiata in tutti i modi, a tutti i livelli – ha affermato il Presidente del CNO -. Chiediamo al Governo, che in queste prime settimane ha mostrato grande attenzione alla difesa dei prodotti dei nostri agricoltori, controlli più capillari sugli scaffali e punizioni severe per chi attenta al nostro patrimonio, anche perché i numerosi servizi giornalistici di questi anni più volte hanno dimostrato come alcuni di questi “patrioti al 50%”, talmente amanti dell’Italia da delocalizzare all’estero i loro stabilimenti, non sempre siano limpidi con i consumatori”.

“Invito le cooperative, i frantoiani, i consumatori, le aziende che con fatica portano sui mercati nazionali ed internazionali il vero prodotto italiano, i produttori, compresi i pochi ancora rimasti in Coldiretti che sono sul piede di guerra contro i loro vertici, a continuare insieme la battaglia contro questo mostro”, ha continuato Sicolo.

“C’è ancora tempo per rinsavire e tornare sulla strada giusta, altrimenti l’unico suggerimento che posso dare a Coldiretti è quello di togliere la parola “campagna” dai loro progetti futuri lasciando solo la dicitura “Amica”, perché Coldiretti è amica dei commercianti e degli olivicoltori spagnoli e tunisini”, ha concluso Sicolo.