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Xylella, che devastazione: dal 2012 al 2017 danneggiati 6,5 milioni di alberi

Dal 2012 al 2017 l’infezione da Xylella fastidiosa in Puglia è progredita dall’area di Gallipoli fino a danneggiare gravemente 53.800 ettari di oliveti in Puglia e circa 6,5 milioni di piante. Sono i dati presentati da Pieter Beck del Centro comune di ricerca (Ccr) della Commissione europea alla seconda conferenza sulla Xylella fastidiosa dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), tenuta ad Ajaccio. Continua a leggere

Xylella fastidiosa: “Insieme possiamo trovare soluzioni”

“L’intero territorio dell’UE è a rischio per Xylella fastidiosa e più la comunità scientifica lavora insieme su questo tema, più rapidamente troveremo soluzioni per affrontare questo parassita.” Così Claude Bragard, presidente del gruppo di esperti scientifici dell’EFSA su Plant Health, ha riassunto l’importanza della conferenza su X. fastidiosa tenutasi in Corsica questa settimana Continua a leggere

Salute dei vegetali: L’UE dà la priorità a 20 organismi nocivi

La Commissione europea ha pubblicato un elenco di 20 “organismi nocivi prioritari” che pongono le più gravi minacce economiche, ambientali e sociali ai Paesi dell’UE.  Gli organismi nocivi sono stati ordinati sulla base delle valutazioni d’impatto effettuate dall’EFSA e dal Centro comune di ricerca (CCR) della Commissione. Continua a leggere

Xylella, colpiti due comuni tarantini

Il quinto aggiornamento dell’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia conferma l’allarme lanciato dall’EFSA. Continua a leggere

EFSA: Aggiornamento del parere scientifico sui rischi per la salute delle piante posto da Xylella fastidiosa nel territorio dell’UE

È stato chiesto all’EFSA di aggiornare la valutazione del rischio 2015 emessa dall’EFSA su Xylella fastidiosa per il territorio dell’UE.
In particolare, è stato chiesto all’EFSA di concentrarsi sul potenziale insediamento, sulla diffusione a corto e lungo raggio, sulla durata del periodo asintomatico, sull’impatto di X. fastidiosa ed un aggiornamento sulle opzioni di riduzione del rischio.
All’EFSA è stato chiesto, inoltre, di tenere conto delle diverse sottospecie e dei tipi di sequenza di X. fastidiosa.
Questo è stato tentato attraverso i pareri scientifici, ma diversi problemi con la disponibilità dei dati hanno indicato che questo potrebbe essere raggiunto solo in parte.
I modelli per il rischio di insediamento hanno mostrato che la maggior parte del territorio dell’UE potrebbe essere potenzialmente adatto per X. fastidiosa, sebbene l’UE meridionale sia maggiormente a rischio.
Differenze nelle aree stimate di potenziale insediamento erano evidenti tra X. fastidiosa sottospecie, in particolare X. fastidiosa subsp. multiplex che ha dimostrato aree di potenziale insediamento più a nord nell’UE. 
Il periodo asintomatico di X. fastidiosa varia significativamente per le diverse combinazioni di sottospecie ospite e patogeno, ad esempio da una mediana di circa 1 mese in piante ornamentali e fino a 10 mesi nell’ olivo, per la subsp. pauca.
Questo periodo asintomatico variabile e lungo, rappresenta una considerevole limitazione al successo nel rilevamento e nel controllo, in particolare laddove la sorveglianza si basa sull’ispezione visiva.
La modellizzazione ha suggerito che l’eradicazione locale (ad esempio all’interno dei frutteti) è possibile, fornendo un’intensità di campionamento sufficiente per la diagnosi precoce e misure di controllo efficaci sono implementate rapidamente (ad esempio entro 30 giorni).
La modellizzazione della diffusione a lungo raggio (ad esempio scala regionale) ha dimostrato l’importante ruolo della dispersione a lungo raggio e la necessità di comprenderlo meglio.
La riduzione della larghezza della zona tampone in entrambi gli scenari di contenimento ed eradicazione ha aumentato l’area infetta.
La sorveglianza intensiva per l’individuazione precoce e la conseguente rimozione delle piante di nuovi focolai è cruciale sia per il successo dell’eradicazione e del contenimento a livello regionale, che per il controllo efficace dei vettori.
La valutazione degli impatti indicava che mandorlo e Citrus spp. erano a minor impatto sulla resa rispetto all’olivo.
Anche se l’impatto più basso è stato stimato per la vite, e il più alto per l’olivo, questo era basato su diverse ipotesi, tra le quali quella che la valutazione considerava solo il Philaenus spumarius come vettore.
Se altri insetti che si nutrono di xilema fungono da vettori, l’impatto potrebbe essere diverso.
La modellizzazione a breve e lungo raggio ha mostrato che una diagnosi precoce e una rapida applicazione di misure fitosanitarie, tra cui la rimozione delle piante e il controllo dei vettori, sono essenziali per prevenire un’ulteriore diffusione dell’agente patogeno in nuove aree.
Un’ulteriore raccolta di dati consentirà una riduzione dell’incertezza e un controllo più mirato ed efficace, data la diversità intraspecifica di X. fastidiosa e l’ampia gamma di ospiti.

 

Fonte: www.efsa.europa.eu

 

Seconda Conferenza europea su Xylella fastidiosa

La seconda conferenza scientifica dedicata alla presentazione e alla discussione della principale ricerca in corso su Xylella fastidiosa si terrà ad Ajaccio, in Corsica, dal 29 al 30 ottobre 2019. Una visita sul campo post-conferenza sarà organizzata il 31 ottobre. La registrazione e la chiamata per gli abstract sono ora aperti.

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Xylella: il numero delle specie ospiti sale a 563; pubblicati da EFSA importanti aggiornamenti sul batterio

L’autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha pubblicato due lavori scientifici che aggiornano in modo sostanziale le conoscenze su Xylella fastidiosa.

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Fake news? Frutto di disinformazione pericolosa

Contro le fake news sulla xylella, criticate e combattute anche dal ministro delle politiche agricole, Gian Marco Centinaio, si registra la presa di posizione della Società Italiana di Patologia Vegetale tramite una lettera al Corriere della Sera firmata dalla sua presidente, Maria Lodovica Gullino

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