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Agroalimentare: opportunità in Pennsylvania e West Virginia

Le esternazioni del presidente Usa, Donald Trump, sulle nuove politiche dei dazi della sua amministrazione non fermano in Italia le attività di sostegno al settore agroalimentare, uno di quelli che potrebbero essere colpiti dalle nuove politiche del governo americano. In questo scenario si svolgerà mercoledì alle 10, nella sala convegni di Confindustria Brindisi, il workshop “Agrifood, wine and extra virgin olive oil opportunities in Pennsylvania e West Viriginia” (Opportunità per l’agroalimentare, il vino e l’olio estravergine di oliva in Pennsylvania e West Virginia), organizzato con la Camera di Commercio Italo-americana dei due stati in questione.

Dopo i saluti del presidente di Confindustria Brindisi, Giuseppe Marinò, e di Carla Lucente, console onorario d’Italia a Pittsburg e presidente onorario della Italy America Chamber of Commerce, interverranno Patrizia Marani, direttore dell’Ufficio italiano sviluppo economico della Pennsylvania; Angela Mascia general manager di Europe West Virginia Developement Office, del Dipartimento del Commercio della West Viriginia; Charles De Monaco, presidente della IACC partner Fox Rothschild LLP; Giuseppe Palumbo presidente della Sezione industrie alimentari di Confindustria Brindisi; Loredana Capone, assessore regionale con delega al Turismo.

Fonte: www.brindisireport.it

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La guerra commerciale con gli USA mette a rischio 40,5 miliardi di export Made in Italy

La guerra commerciale con gli USA mette a rischio 40,5 miliardi di esportazioni made in Italy, che hanno raggiunto nel 2017 il record storico grazie ad un aumento del 9,8% rispetto all’anno precedente.

Dai dati Istat emerge una inversione di tendenza a gennaio 2018 con un calo dell’1,4% delle esportazioni italiane in USA.

Gli Stati Uniti sono il principale mercato di riferimento per il made in Italy fuori dalla UE, con un impatto rilevante anche per l’agroalimentare. La nuova strategia USA ‘America first’ sembra avere fino ad ora i primi effetti in una politica monetaria aggressiva che rischia di costare caro all’Italia anche in campo alimentare, considerato che le esportazioni di cibo e bevande sono aumentare del 6% nel 2017 per un totale di circa 4 miliardi di euro, il massimo di sempre.

Gli USA si collocano al terzo posto tra i principali italian food buyer dopo Germania e Francia, ma prima della Gran Bretagna.

Fonte: www.agrapress.it