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Una manina contro la legge Mongiello, Salva Olio Italiano

Una sceneggiata, quella messa in piedi dal Ministero dello sviluppo economico, che sottointende la volontà di mettere in discussione la legge 9/2013. Più che risolvere la situazione si voleva suscitare scandalo e allarme. I sospetti del Presidente dell’Associazione dei mastri oleari, Giampaolo Sodano Continua a leggere

Flessione dei volumi di vendita di olio d’oliva in Europa

Il prodotto sarà destinato a forti pressioni commerciali, secondo l’analisi Iri. L’aumento dei prezzi ha fatto scendere significativamente i consumi in Spagna, Germania e Grecia. Tengono i Olanda e Italia. Boom del biologico nel Regno Unito Continua a leggere

Qualità e tracciabilità, si rinnova la partnership Italia-Grecia

Una delegazione del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, composta dal Presidente Gennaro Sicolo, dal Vicepresidente Fabrizio Pini, dal Direttore Sandro Piccini, dal Direttore Fooi Giuliano Martino, e dal consigliere di Finoliva Gaetano Potenzone, ha visitato a Corfù l’Union of Cooperated Agriculturalists, la realtà più importante nella produzione di olio extravergine d’oliva dell’isola.

Accolto dalla Presidente Christina Louvrou, la delegazione italiana ha visitato la struttura e ha ricevuto i risultati delle ricerche sulla tracciabilità portate avanti dalla cooperativa.

Al centro dell’incontro, al quale hanno partecipato anche il Presidente del Copa-Cogeca olio, Vasillis Pyrgiotis, e Rhea Spyridou, coordinatrice Axion Agro, anche i temi della sostenibilità ambientale e della difesa della qualità dell’olio extravergine d’oliva.

Una visita istituzionale, dunque, per suggellare i rapporti di amicizia e continuare la collaborazione tra il CNO e le cooperative greche, rappresentate da Axion Agro, nell’ambito delle azioni sulla tracciabilità e sul miglioramento della qualità del prodotto previste dai programmi europei.

 “Siamo contenti di rinnovare l’amicizia e la collaborazione con la Grecia per garantire la qualità dell’olio extravergine d’oliva – ha sottolineato il Presidente Sicolo -. Siamo molto orgogliosi di come, ormai, il nostro sistema di tracciabilità, costruito negli anni da tutti i tecnici e i produttori del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, sia diventato un modello da esportare a livello europeo e mondiale”.

“Nella produzione greca ritroviamo un partner serio e affidabile per proseguire insieme le nostre battaglie a tutela della qualità del prodotto, degli olivicoltori e dei consumatori di tutto il mondo”, ha concluso Sicolo.

Risorse agricoltura, olivicoltura esclusa. Sen. Damiani (FI): “Inaccettabile, filiera strategica per il territorio”

“Soltanto riso, barbabietola e grano i settori agroalimentari meritevoli dell’aumento dei cosiddetti premi accoppiati per il 2018. Alcune associazioni agricole pugliesi avevano chiesto un aumento dei premi accoppiati per l’olivicoltura: nulla di fatto. Adesso si aggiungono indiscrezioni che, se confermate, suonano di autentica beffa. Sarebbe allo studio un ulteriore stanziamento di risorse da parte del Governo per finanziare settori ritenuti strategici, ovvero latte, grano ed agrumi, quindi ancora ignorato il settore olivicolo”, denuncia il senatore barlettano Dario Damiani (FI).

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L’olivicoltura al centro dell’azione di Governo, il plauso della produzione olivicola italiana al Ministro Centinaio

“Gli olivicoltori italiani accolgono con soddisfazione le dichiarazioni del Ministro Gian Marco Centinaio che ha indicato tra le priorità del governo la tutela dei prodotti del Made in Italy contro le frodi e l’italian sounding, maggiori controlli su qualità e tracciabilità, il rafforzamento della filiera olivicola e della cooperazione a tutela dei produttori e dei consumatori”.

È quanto affermano i Presidenti del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori (CNO) e di Unasco, Gennaro Sicolo e Luigi Canino, che insieme rappresentano il 60% della produzione olivicola italiana, commentando le parole del Ministro Centinaio pronunciate durante l’audizione con le Commissioni Agricoltura di Camera e Senato riunite questa mattina in sessione comune.

“È una bocciatura nemmeno troppo velata all’Italico, la squallida miscela di oli italiani con oli comunitari ed extracomunitari, avallata e difesa a spada tratta da Coldiretti e Federolio, che con il loro accordo farlocco hanno svenduto la dignità degli olivicoltori italiani”, hanno continuato Sicolo e Canino.

“Questo cambio di passo nell’azione di Governo, già registrato in questi giorni con la presa di posizione forte nella battaglia contro la xylella, era ciò che gli olivicoltori attendevano da tempo per rilanciare e valorizzare uno dei settori più importanti dell’economia agricola italiana – hanno concluso Sicolo e Canino -. Siamo a disposizione del Ministro Centinaio e del Governo per lavorare insieme e trasformare in fatti concreti tutti i buoni propositi di questo inizio di Legislatura”.

Olio svenduto a 4 euro, Sicolo: “Da Coldiretti via libera ai saldi dell’extravergine”

“I profitti di alcuni commercianti sono più importanti degli interessi degli olivicoltori italiani: svendendo a 4 euro l’extravergine dei produttori, e sdoganando le miscele con oli comunitari ed extracomunitari, Coldiretti dà il via libera ai saldi dell’extravergine”.

Il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, non ci sta e torna a picconare l’accordo di filiera farlocco siglato la scorsa settimana da Coldiretti e Federolio.

“Dietro il fumo dei comunicati stampa, c’è una sostanza diversa che abbiamo denunciato subito: non solo non è arrivato alcun passo indietro dai protagonisti di questo sciacallaggio commerciale, ma in queste ore sono arrivate addirittura solo parole di sostegno all’Italico, la miscela sottocosto che punta a confondere i consumatori – ha aggiunto Gennaro Sicolo -. Speravamo fosse solo una boutade invece è ormai chiaro l’intento di Coldiretti di distruggere l’olivicoltura italiana”.

“L’italian sounding chiamato Italico è il progetto da sempre auspicato dai rappresentanti di Coldiretti ma ha sempre trovato un ostacolo insormontabile nel Consorzio Nazionale degli Olivicoltori e da gran parte della filiera – ha ricordato Sicolo -. È evidente come sia inconciliabile la nostra posizione a tutela del 100% italiano, dei monovarietali, delle Dop, Igp con quella di chi difende le miscele ed un approccio al mercato che calpesta gli olivicoltori italiani”.

“Quale parametro chimico o analisi ufficiale intendono utilizzare gli amici dirigenti con le bandiere gialle per stabilire scientificamente la percentuale di extravergine italiano in queste miscele? Come faranno a selezionare i migliori oli del mondo se negli altri Paesi non esiste un sistema di controllo e tracciabilità nemmeno lontanamente paragonabile al nostro? – ha evidenziato Sicolo -. Sono domande che cadranno nel vuoto perché non è possibile fornire una risposta: l’unica certezza è che per Coldiretti il valore dell’extravergine italiano equivale a tre caffè”.

“Qualsiasi etichetta ingannevole che riporta al Made in Italy ma che contiene miscele sarà denunciata e osteggiata in tutti i modi, a tutti i livelli – ha affermato il Presidente del CNO -. Chiediamo al Governo, che in queste prime settimane ha mostrato grande attenzione alla difesa dei prodotti dei nostri agricoltori, controlli più capillari sugli scaffali e punizioni severe per chi attenta al nostro patrimonio, anche perché i numerosi servizi giornalistici di questi anni più volte hanno dimostrato come alcuni di questi “patrioti al 50%”, talmente amanti dell’Italia da delocalizzare all’estero i loro stabilimenti, non sempre siano limpidi con i consumatori”.

“Invito le cooperative, i frantoiani, i consumatori, le aziende che con fatica portano sui mercati nazionali ed internazionali il vero prodotto italiano, i produttori, compresi i pochi ancora rimasti in Coldiretti che sono sul piede di guerra contro i loro vertici, a continuare insieme la battaglia contro questo mostro”, ha continuato Sicolo.

“C’è ancora tempo per rinsavire e tornare sulla strada giusta, altrimenti l’unico suggerimento che posso dare a Coldiretti è quello di togliere la parola “campagna” dai loro progetti futuri lasciando solo la dicitura “Amica”, perché Coldiretti è amica dei commercianti e degli olivicoltori spagnoli e tunisini”, ha concluso Sicolo.

Evo International Olive Oil Contest: il concorso internazionale a Capaccio

In corso, a Capaccio Paestum la terza edizione dell’Evo International Olive Oil Contest, tra i cinque più importanti concorsi internazionali dedicati all’olio extravergine d’oliva, secondo quanto certificato dal World Ranking Extra Virgin Olive Oil (WREVOO). Il Contest, promosso dall’organizzazione EVO-IOOC in partnership con il Comune di Capaccio Paestum, vede in questi giorni la partecipazione di quasi quattrocento oli, provenienti da tutto il mondo,  iudicati da una giuria tecnica molto selettiva composta da venti giudici internazionali. Continua a leggere

CIBUS: presentata campagna promozionale di MIPAAF e BMTI (Borsa Merci Telematica Italiana) per extravergine di oliva e olive da tavola

E’ stata presentata “a Parma, in occasione della 19° edizione del Cibus, salone internazionale dell’alimentazione”, rende noto un comunicato, “la nuova campagna promozionale targata MIPAAF E BMTI” per “olio extravergine di oliva e olive da mensa made in Italy”. Continua a leggere

La nostra consociata A.P.O. Catania comunica un suo evento

L’A.P.O. Catania comunica le date di un Corso di idoneità fisiologica all’assaggio degli olii di oliva.

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dieta mediterranea

Cno, Unapol e Unasco: “Gli industriali tradiscono la produzione olivicola italiana”

“Invece di proporre soluzioni per rilanciare l’olivicoltura nazionale e difendere il made in Italy, il direttore di Assitol benedice le importazioni a dazio zero, senza controllo, dalla Tunisia e ribadisce l’impegno degli industriali italiani nella selezione di oli di qualità in giro per il Mediterraneo. Si tenta, ancora una volta, di calpestare gli interessi degli olivicoltori italiani, giocando anche sulla pelle dei consumatori, in nome del business senza scrupoli: continueremo ad opporci con tutte le forze a questa logica”.

Il mondo della produzione italiana risponde unito e sconcertato alle parole del direttore di Assitol, associazione degli industriali oleari italiani, Andrea Carrassi, riportate nelle ultime ore dagli organi di stampa.

In un incontro a Tunisi, infatti, Carrassi ha benedetto le importazioni di olio a dazio zero, senza controllo e programmazione, dal paese africano, ribadendo l’impegno delle aziende olearie italiane nella selezione di oli in giro per il Mediterraneo.

Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Unapol e Unasco non ci stanno e rilanciano.

“È grave che l’industria olearia italiana preferisca commercializzare un olio di dubbia provenienza, prodotto in condizioni igienico sanitarie disastrose attraverso manodopera sfruttata e sottopagata, al Made in Italy dei produttori italiani, tracciato e di qualità”, attaccano i Presidenti Gennaro Sicolo (CNO), Tommaso Loiodice (Unapol) e Gino Canino (Unasco).

“Le parole di Carrassi sono gravi perché giustificano i comportamenti di molti industriali, anche di quelli più fraudolenti, protesi ad importare prodotto da paesi comunitari ed extracomunitari e a mettere sul mercato miscele di oli più o meno extravergini – dichiarano i rappresentanti del mondo della produzione olivicola italiana -. Queste parole smentiscono la stessa associazione degli industriali italiani, impegnata insieme a noi nel FOOI, Filiera Olivicola Olearia Italiana, che invece fino ad ora aveva sempre ribadito il sostegno alle iniziative della produzione per il rilancio dell’olivicoltura nazionale”.

“Più che parlare di dazio zero dalla Tunisia, gli industriali italiani dovrebbero combattere contro le tante complicazioni che le nostre migliori produzioni di olio extra vergine di oliva devono affrontare quando cerchiamo di esportarle nel mondo – continuano i Presidenti di CNO, Unapol e Unasco -. Oltre ai dazi che tutti i paesi utilizzano, ci sono le cosiddette barriere non tariffarie, come le restrizioni quantitative, sanitarie, burocratiche e tecniche: Paesi come l’Australia, gli Stati Uniti, Taiwan, il Brasile, l’Arabia Saudita, l’India, la Cina e tanti altri le utilizzano per rendere difficile la vita agli esportatori di olio extravergine di oliva”.

“Il 28 novembre incontreremo nuovamente il Ministro Martina e metteremo sul tavolo questi problemi – concludono i Presidenti di CNO, Unapol e Unasco -. Chiediamo al governo una presa di posizione definitiva a sostegno della produzione italiana e dell’olio extravergine d’oliva Made in Italy”.