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Juan Vilar: “L’olivo è il più potente fissatore di CO2 esistente, che lo rende lo strumento migliore per combattere i cambiamenti climatici”

Consulente strategico per istituzioni come la FAO o il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) e il Consiglio oleicolo internazionale, poche persone hanno una visione così ampia e accurata della situazione dell’olio d’oliva, come Juan Vilar.

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Olio d’oliva: Spagna, prima metà dell’annata da record, ma incombono dazi USA

Il Ministero dell’Agricoltura spagnolo ha reso noto che la produzione di olio d’oliva nel paese ha raggiunto 1,77 milioni di tonnellate nella prima metà della campagna 2018/19.

Si tratta di una cifra record, che segna un aumento del 43% rispetto allo stesso periodo del 2017/18 e del 49% rispetto alla media delle ultime quattro campagne.

L’annata è stata proficua anche sotto altri aspetti: le vendite sul mercato interno e internazionale hanno raggiunto le 753.300 tonnellate, il 18% in piu’ rispetto allo stesso periodo di quella passata.

L’export, secondo i dati provvisori a marzo, ha gia’ raggiunto 485.400 tonnellate, il 24% in piu’ rispetto allo scorso anno.

Ora solo le prospettive di dazi USA preoccupano il mondo olivicolo spagnolo.

 

Fonte: www.agrapress.it

Italia e Spagna olivicolo-olearia devono rispettare le differenze culturali e colturali

Nel corso di un animato dibattito a Mercato Mediterraneo si sono confrontate visioni diverse dell’olivicoltura e anche modelli cultural-colturali differenti.

Uscendo da una logica di braccio di ferro, è possibile riconoscere l’esistenza di una diarchia?

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