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Xylella e ricerca Scortichini: “Depositata la relazione finale. Nessun risultato plausibile e campo sperimentale abbandonato e distrutto”

“C’è voluta la giusta sollecitazione dell’Osservatorio fitosanitario regionale e finalmente è stata depositata la relazione finale del progetto di ricerca ‘Scortichini’. Continua a leggere

Regione Puglia: avanzamento di spesa dell’attuale PSR al 30 giugno 2019

Dopo l’intervento del presidente Emiliano all’inaugurazione della Fiera del Levante ed augurandoci che tutti i buoni propositi vadano in porto, non possiamo evitare di portare l’attenzione allo stato dell’avanzamento di spesa dell’attuale PSR al 30 giugno 2019.Ci auguriamo che il Presidente Emiliano, oggi anche responsabile dell’agricoltura regionale, riesca ad attuare quanto detto. Continua a leggere

Il Presidente della Regione Puglia Emiliano alla 83^ edizione della Fiera del Levante

Riportiamo un’estratto dell’odierno intervento del presidente Emiliano all’apertura della Fiera del Levante, rivolto al presidente Conte. Continua a leggere

La Corte Ue condanna l’Italia sulla Xylella (e sappiamo chi ringraziare)

Secondo la sentenza il nostro paese non ha attuato subito le misure per impedire la diffusione del batterio. Bucci: “I ritardi non erano inevitabili ma sono stati causati dal governo regionale. Confidiamo nel nuovo ministro Bellanova”

“L’abbattimento doveva essere immediato. Le misure previste dall’Europa erano appropriate, come hanno sempre sostenuto la comunità scientifica e gli osservatori internazionali”. La sentenza “non è una sorpresa” per Enrico Bucci, professore di Biologia dei Sistemi alla Temple University di Philadelphia.

La Corte di giustizia europea, l’organo che ha il compito di garantire che i paesi e le istituzioni dell’Unione rispettino la normativa comunitaria, ha stabilito che “l’Italia è venuta meno all’obbligo ad essa incombente di attuare misure per impedire la diffusione del batterio Xylella Fastidiosa, che può provocare la morte di numerose piante, in particolare degli olivi”, come si legge nel verdetto relativo al ricorso della Commissione, che già nel 2015 aveva imposto misure per eradicare il batterio.

 

 

Per ricapitolare: la Xylella, un batterio vegetale responsabile del disseccamento rapido di diverse piante, viene osservata per la prima volta in Europa nel 2013, sugli ulivi pugliesi. Nel 2015 la Commissione adotta una decisione (una delle fonti del diritto con efficacia vincolante, obbligatoria in tutti i suoi elementi), che impone a tutti gli stati membri di rimuovere non solo le piante infette ma anche tutti gli alberi situati nel raggio di 100 metri di distanza da quelli contagiati. Perché quella è la distanza che può percorrere in una dozzina di giorni un insetto, la sputacchina, che è il vettore del batterio.

Ma un battito d’ali di sputacchina provoca una tempesta complottista. Così inizia il circo di teorie strampalate, con le accuse ai ricercatori e alle diaboliche multinazionali e decreti delle Procure. Nel 2016 la Corte, chiamata a pronunciarsi su una domanda pregiudiziale, dichiara la legalità delle misure di Bruxelles. Ma siccome a quel punto la Xylella si è già diffusa da oltre due anni in alcune zone della Puglia e l’eradicazione non è più possibile, la Commissione chiede nuove misure di contenimento del batterio, per impedire che si diffonda: l’esecutivo europeo modifica la decisione e prevede, in via eccezionale, il monitoraggio del territorio interessato e l’abbattimento immediato delle sole piante infette in una fascia di 20 chilometri che attraversa le province di Brindisi e di Taranto. Nel 2018 la Commissione fa ricorso contro l’Italia, accusata di essere inadempiente. Oggi la Corte dà ragione all’accusa.

“Le situazioni di ordine interno di uno Stato membro non giustificano l’inosservanza degli obblighi e dei termini risultanti dal diritto dell’Unione”, spiega infatti la sentenza.

“L’Italia avrebbe quindi dovuto adottare misure nazionali di emergenza che prevedessero procedure più rapide per superare tali ostacoli”.

La Corte aggiunge che “alla scadenza del termine fissato dalla Commissione, vale a dire il 14 settembre 2017, l’Italia aveva omesso di rispettare due degli obblighi ad essa incombenti”.

“Non ha proceduto immediatamente alla rimozione, nella zona di contenimento” di circa il 22 per cento delle piante infette e per rimuovere le altre ha impiegato “più settimane o addirittura più mesi”, un periodo inconciliabile con il termine “immediatamente” contenuto nella decisione europea.

La colpa del ritardo generale è dovuta al trasferimento di responsabilità dal governo centrale a quello regionale – aggiunge Bucci – Oggi la percentuale di alberi non abbattuti è ulteriormente aumentata. La situazione è ancora peggiore ora, mentre si iniziano a vedere i primi uliveti distrutti anche a Ibiza. Per esempio in Puglia assistiamo allo spettacolo paradossale di uffici che si multano l’un l’altro mentre gli ulivi da abbattere sono sempre lì. Abbiamo l’Arif (l’Agenzia Regionale per le Attività Irrigue e Forestali della Puglia, ndr) senza direzione, dopo le dimissioni del commissario Oronzo Milillo. La situazione è catastrofica, con continui interventi della sovrintendenza che blocca gli abbattimenti. Al di sopra di tutto c’è Emiliano che sguazza tra gli eventi di chi scrive libri per dire che l’emergenza non esiste”.

 

Fonte: www.ilfoglio.it

La condanna della corte Ue per la non applicazione delle misure scatena una ridda di commenti

Si scatenano i commenti di tutte le associazioni agricole, di molti politici, nazionali e locali, sulla sentenza di condanna da parte della Corte di Giustizia UE per la mancata applicazione dellle misure richieste dall’Unione per combattere e/o contenere xylella fastidiosa. Continua a leggere

Emiliano parla di xylella. Nuove polemiche.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha, lo scorso 25 luglio in Conversano, partecipato alla presentazione del libro “La Puglia degli Ulivi dopo la xylella” di Piero Tateo, funzionario in pensione dell’INPS.

Purtroppo non si è limitato a parlare del libro ma si è lanciato, con toni ironici e sarcastici in specie contro il mondo accademico e scientifico, in una sua descrizione dell’affaire xylella. Miscelando cose vere e non vere, supposizioni, cronistoria non proprio corretta e, in più, ammettendo non essere competente in materia.

Michele Emiliano, ricordiamo, è presidente della Regione, ha sin dall’inizio della legislatura la delega alla Sanità e, da circa un mese, ha anche la delega alle Politiche agricole.

Come lui stesso aveva pronosticato, immediate sono state le polemiche di tutte le parti politiche.

Anna Rita Picci (PD): “Con questo video Emiliano offende la scienza, offende gli agricoltori, offende il Salento. Dice una marea di falsità, e continua a strizzare l’occhio ai negazionisti“.

I consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia ovvero il movimento C-Entra il futuro, affermano: “Emiliano non può screditare il lavoro delle istituzioni scientifiche su Xylella o avallare teorie tipo quella dei bambini portati dalla cicogna” .

Il presidente Emiliano la smetta di sminuire o screditare implicitamente il lavoro sulla Xylella compiuto dalle istituzioni scientifiche, comprese quelle che egli stesso guida, assecondando teorie sfornite di prova scientifica e perciò strampalate”.

Oggi che l’intero patrimonio olivetato del Salento è andato distrutto e il rischio d’espansione del contagio riguarda la Piana degli ulivi monumentali e la provincia di Bari, sentiamo riemergere rivendicazioni del diritto al dubbio, come se la tragedia salentina non sia stata probabilmente favorita proprio da opinioni senza scienza e da dubbi senza prova. Per non ripetere la sceneggiata salentina, ove a tutti, fuorché ai fitopatologi, era consentito somministrare la propria ricetta, fatta di suggestioni parolaie o intrugli magici, è opportuno che le istituzioni non si prestino per calcolo politico a generare confusione nelle persone”, continuano i sei consiglieri.

La realtà dice che l’intero patrimonio olivicolo del Salento è secco, che nessun ‘santone’ è riuscito a curare gli alberi di sua proprietà, che si attende di vedere estirpate 858 piante infette per difendere la Piana e la provincia di Bari dal contagio e che nessuna ricerca sulle eventuali cure, finanziata dalla Regione e promossa dalle stesse persone che hanno tenuto a lungo il fronte del negazionismo, ha prodotto risultati“.

Altri commenti negativi sono arrivati, a mezzo stampa, dal consigliere regionale Saverio Congedo (FdI), dal senatore Dario Stefàno (PD), dall’ex consigliere regionale ed ex parlamentare Rocco Palese (FI).

 

Puglia, PSR gestione Papa Pagliardini. Corte dei Conti UE: errori anche del 100% e AGEA paga

Le alluvioni in Puglia del 7 e 8 ottobre 2013? Il 10 ottobre la giunta regionale aveva dichiarato lo stato di crisi e l’allora Mipaaf di Maurizio Martina con decreto del 24 gennaio dichiarava l’eccezionalità degli eventi calamitosi. Fu usato il Psr per ricostruire le strade ma gli errori fatti allora tornano oggi. E ora la Corte dei Conti Ue scrive al presidente della Corte dei Conti di viale Mazzini e al responsabile Ufficio relazioni internazionali Mauro Orefice. Continua a leggere

La battaglia ministeriale delle firme sul decreto contro il batterio killer

Lezzi (M5s) e Centinaio (Agricoltura) si sono scontrati sul decreto attuativo che al momento è ancora uno schema. Fondi disponibili comunque non prima del 1° gennaio 2020: si tratta di 300 milioni distribuiti su un biennio

https://www.rainews.it/tgr/puglia/video/2019/08/pug-decreto-xylella-battaglia-firme-lezzi-centinaio-cc2326a1-cdcf-4fec-9a06-4380ec3b5ffd.html

Xylella, Emiliano: “Al via il Bando per i vivai pugliesi, un intervento importante e molto atteso”

Al via il bando del PSR Puglia 2014-2020 che consente ai vivai pugliesi siti in zona delimitata di investire nella messa in sicurezza delle serre necessaria per consentire la commercializzare delle piante nonostante la Xylella. Un bando importante e molto atteso”. Continua a leggere

Epidemiologi da tastiera In evidenza

Leggiamo in questi giorni i soliti post su blog, siti internet e pagine social che come sempre cercano di appigliarsi alle basse percentuali di piante infette riscontrate nei dati del monitoraggio regionale per sostenere che in realtà l’epidemia di Xylella non esiste e l’emergenza sia fasulla.
Taluni addirittura si riferiscono pomposamente a questi scritti come a “studi di epidemiologia”. Continua a leggere