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A.P.OL. Lecce – Bollettino fitopatologico n. 8 – Monitoraggio Mosca dell’Olivo

Allo stadio fenologico d’ingrossamento delle drupe, ecco i suggerimenti fitosanitari.

Il monitoraggio di questa settimana sul grado d’infestazione della mosca dell’olivo (bactrocera oleae) effettuato sui nostri campi di osservazione ha evidenziato la seguente situazione:

  • Il numero di catture di adulti sulle trappole cromotropiche con feromone è in aumento su tutte le varietà e su tutto il comprensorio;
  • Su oliveti a drupa piccola la percentuale di olive attaccate ha valori ancora poco significativi;
  • Su oliveti a drupa grossa è in atto un’infestazione attiva elevata con un numero di punture fertili che superano la soglia del 10% delle olive attaccate sul totale campionato.

Sulla base dei suddetti risultati riscontrati si consiglia di:

  1. Effettuare il trattamento fitosanitario solo su oliveti di varietà a drupa grossa utilizzando, in regime di agricoltura biologica, tecniche e/o prodotti ecocompatibili. In alternativa, in regime di lotta integrata, prodotti a base di Dimethoato, Fosmet, Acetamiprid con numero massimo di trattamenti per singolo principio attivo secondo quanto previsto dalle norme di difesa integrata.
  2. Monitorare con molta attenzione l’evoluzione dell’infestazione anche su drupa piccola, in particolare su olivi irrigui e/o ubicati in zone umide o costiere.

Xylella si diffonde agli ulivi in Francia

I due ulivi infetti, coltivati a scopo ornamentale, sono stati rilevati nelle città di Antibes e Mentone nel sud della Francia Continua a leggere

La Corte Ue condanna l’Italia sulla Xylella (e sappiamo chi ringraziare)

Secondo la sentenza il nostro paese non ha attuato subito le misure per impedire la diffusione del batterio. Bucci: “I ritardi non erano inevitabili ma sono stati causati dal governo regionale. Confidiamo nel nuovo ministro Bellanova”

“L’abbattimento doveva essere immediato. Le misure previste dall’Europa erano appropriate, come hanno sempre sostenuto la comunità scientifica e gli osservatori internazionali”. La sentenza “non è una sorpresa” per Enrico Bucci, professore di Biologia dei Sistemi alla Temple University di Philadelphia.

La Corte di giustizia europea, l’organo che ha il compito di garantire che i paesi e le istituzioni dell’Unione rispettino la normativa comunitaria, ha stabilito che “l’Italia è venuta meno all’obbligo ad essa incombente di attuare misure per impedire la diffusione del batterio Xylella Fastidiosa, che può provocare la morte di numerose piante, in particolare degli olivi”, come si legge nel verdetto relativo al ricorso della Commissione, che già nel 2015 aveva imposto misure per eradicare il batterio.

 

 

Per ricapitolare: la Xylella, un batterio vegetale responsabile del disseccamento rapido di diverse piante, viene osservata per la prima volta in Europa nel 2013, sugli ulivi pugliesi. Nel 2015 la Commissione adotta una decisione (una delle fonti del diritto con efficacia vincolante, obbligatoria in tutti i suoi elementi), che impone a tutti gli stati membri di rimuovere non solo le piante infette ma anche tutti gli alberi situati nel raggio di 100 metri di distanza da quelli contagiati. Perché quella è la distanza che può percorrere in una dozzina di giorni un insetto, la sputacchina, che è il vettore del batterio.

Ma un battito d’ali di sputacchina provoca una tempesta complottista. Così inizia il circo di teorie strampalate, con le accuse ai ricercatori e alle diaboliche multinazionali e decreti delle Procure. Nel 2016 la Corte, chiamata a pronunciarsi su una domanda pregiudiziale, dichiara la legalità delle misure di Bruxelles. Ma siccome a quel punto la Xylella si è già diffusa da oltre due anni in alcune zone della Puglia e l’eradicazione non è più possibile, la Commissione chiede nuove misure di contenimento del batterio, per impedire che si diffonda: l’esecutivo europeo modifica la decisione e prevede, in via eccezionale, il monitoraggio del territorio interessato e l’abbattimento immediato delle sole piante infette in una fascia di 20 chilometri che attraversa le province di Brindisi e di Taranto. Nel 2018 la Commissione fa ricorso contro l’Italia, accusata di essere inadempiente. Oggi la Corte dà ragione all’accusa.

“Le situazioni di ordine interno di uno Stato membro non giustificano l’inosservanza degli obblighi e dei termini risultanti dal diritto dell’Unione”, spiega infatti la sentenza.

“L’Italia avrebbe quindi dovuto adottare misure nazionali di emergenza che prevedessero procedure più rapide per superare tali ostacoli”.

La Corte aggiunge che “alla scadenza del termine fissato dalla Commissione, vale a dire il 14 settembre 2017, l’Italia aveva omesso di rispettare due degli obblighi ad essa incombenti”.

“Non ha proceduto immediatamente alla rimozione, nella zona di contenimento” di circa il 22 per cento delle piante infette e per rimuovere le altre ha impiegato “più settimane o addirittura più mesi”, un periodo inconciliabile con il termine “immediatamente” contenuto nella decisione europea.

La colpa del ritardo generale è dovuta al trasferimento di responsabilità dal governo centrale a quello regionale – aggiunge Bucci – Oggi la percentuale di alberi non abbattuti è ulteriormente aumentata. La situazione è ancora peggiore ora, mentre si iniziano a vedere i primi uliveti distrutti anche a Ibiza. Per esempio in Puglia assistiamo allo spettacolo paradossale di uffici che si multano l’un l’altro mentre gli ulivi da abbattere sono sempre lì. Abbiamo l’Arif (l’Agenzia Regionale per le Attività Irrigue e Forestali della Puglia, ndr) senza direzione, dopo le dimissioni del commissario Oronzo Milillo. La situazione è catastrofica, con continui interventi della sovrintendenza che blocca gli abbattimenti. Al di sopra di tutto c’è Emiliano che sguazza tra gli eventi di chi scrive libri per dire che l’emergenza non esiste”.

 

Fonte: www.ilfoglio.it

A.P.OL. Lecce – Bollettino fitopatologico n. 7

Monitoraggio mosca dell’olivo – Bactrocera oleae . Stadio fenologico: ingrossamento delle drupe Continua a leggere

APROLI Bari – comunicazione annullamento corso

Il corso di idoneità fisiologica all’assaggio degli oli di oliva, organizzato da APROLI Bari, con inizio il 23 settembre 2019, è stato annullato.

Ecco chi è Teresa Bellanova, il nuovo ministro dell’Agricoltura

La descrivono come una donna capace, determinata e che fa squadra. Teresa Bellanova è stata scelta da Giuseppe Conte, su indicazione del Partito democratico, come il nuovo ministro dell’Agricoltura. Continua a leggere

Governo, buon lavoro al nuovo Ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova

Auguri di buon lavoro al nuovo Ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova.

Siamo pronti a lavorare insieme a lei per rilanciare l’olivicoltura italiana, alle prese con grandi problemi come la xylella, per valorizzare il lavoro dei produttori ed il prodotto principe della Dieta Mediterranea: l’olio extravergine d’oliva.

Così il Presidente di Italia Olivicola, Gennaro Sicolo.

Xylella, Corte di Giustizia Ue condanna l’Italia per il fallimento delle politiche di questi anni

“La sentenza della Corte di Giustizia UE certifica per l’ennesima volta il fallimento, per non dire la totale assenza, delle politiche attuate in questi anni contro l’emergenza xylella.
Un intero territorio e migliaia di agricoltori sono stati lasciati soli in balia di un batterio terribile e di santoni e sciamani che hanno prevalso sulla scienza vera e sulle leggi.
Negli ultimi mesi, anche grazie al lavoro congiunto col Mipaaft e all’approvazione del decreto emergenze e del decreto xylella, abbiamo cambiato passo, e siamo fiduciosi per il futuro anche perché, tra le sue priorità, il Ministro Teresa Bellanova ha evidenziato proprio il contrasto alla xylella e la ricostruzione del Salento e della zona infetta.
In questo contesto, anche l’Unione Europea dovrà fare la propria parte stanziando fondi per il ripristino del potenziale produttivo di un territorio raso al suolo da questo batterio.
Già a marzo i commissari Ue alla salute e all’agricoltura, Andriukaitis e Hogan, in una missiva rivolta al sottoscritto, si erano detti pronti a collaborare e a stanziare risorse a condizione che l’Italia attui finalmente una battaglia seria contro questa peste.
Il tempo delle incertezze è finito, servono adesso azioni, anche dolorose ma purtroppo necessarie, per far ripartire l’intera economia olivicola e per evitare che il contagio possa proseguire”.

Così il Presidente di Italia Olivicola, la più importante organizzazione dell’olivicoltura italiana, Gennaro Sicolo, commenta la sentenza di questa mattina della Corte di Giustizia Ue che ha condannato l’Italia per i mancati interventi contro la xylella

Leccino e FS17 sono tolleranti o resistenti a Xylella fastidiosa?

Leccino e FS17 sono tolleranti o resistenti a Xylella fastidiosa? Teatro Naturale puntualizza sui termini da adottare, come è giusto che sia, e noi di Italia Olivicola, già attenti in proposito, siamo d’accordo con la linea scelta dal direttore Grimelli Continua a leggere