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Xylella: + 366 ulivi infetti. Nuovi casi a Taranto, continua la virata verso Matera

Sono stati trovati altri 366 ulivi infetti nelle province di Brindisi e Taranto, con la Xylella che continua la virata e l’avanzata verso Matera, con i 45 nuovi accertati a Taranto, 35 a Montemesola e 10 a Monteiasi. Continua a leggere

DGAgri bacchetta l’Italia

La Commissione Ue bacchetta l’Italia e – con una lettera indirizzata ad Agea nella persona del direttore Silvia Lorenzini e al ministero delle Politiche agricole per conoscenza – fa osservazioni sulle comunicazioni relative ai “controlli tramite monitoraggio” per l’anno di domanda 2019.

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Nasce Italia Olivicola, la prima organizzazione dell’olivicoltura italiana

Svolta decisiva per l’olivicoltura, uno dei settori più importanti dell’agricoltura italiana e del Made in Italy.
Dopo anni costellati da frammentazione e cori solitari che hanno indebolito il comparto  nasce finalmente un nuovo soggetto unitario capace di mettere insieme la stragrande maggioranza dei produttori olivicoli italiani.

 

Si chiama ITALIA OLIVICOLA, la nuova organizzazione della produzione nata dalla fusione tra il Consorzio Nazionale degli Olivicoltori (CNO) e Unasco.

Sarà un soggetto nuovo e forte che punta a rappresentare gli olivicoltori in uno dei momenti più difficili di sempre per il settore alle prese con gravi problemi quali la xylella, l’invasione di oli deodorati, gli attacchi al panel test e le continue frodi e contraffazioni che puntano ad indebolire il mercato dell’olio extravergine d’oliva 100% italiano.

 

ITALIA OLIVICOLA sarà presentata ufficialmente martedì 9 ottobre, a Roma, a partire dalle 10.30, presso l’Auditorium Antonianum (viale Manzoni 1).


Insieme a Gennaro Sicolo, nuovo Presidente di Italia Olivicola, e Luigi Canino, Vice Presidente della nuova organizzazione, interverranno Alessandra Pesce, Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole, Gianpaolo Vallardi, Presidente della Commissione Agricoltura del Senato, e Filippo Gallinella, Presidente della Commissione Agricoltura della Camera.
Chiuderà l’incontro il Vice Presidente del Consiglio e Ministro per lo Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi Di Maio.

Mercoledì 10 ottobre, invece, una delegazione di 1500 olivicoltori di ITALIA OLIVICOLA parteciperanno all’Udienza Generale del Santo Padre Francesco in Piazza San Pietro.
Gli olivicoltori italiani, alla vigilia di un’annata olearia molto difficile, doneranno al Papa una selezione dei migliori oli extravergine d’oliva regionali.

 

 

Invito Evento 9 ottobre

 

Audizione sulla xylella in Commissione Agricoltura, l’intervento del Presidente Sicolo

Buon pomeriggio Presidente, buon pomeriggio a tutti voi Deputati della Commissione,

vi ringrazio per l’invito a questa audizione nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla Xylella Fastidiosa che sta colpendo in maniera seria e grave l’olivicoltura italiana.

Come al solito, come è nel mio stile, non parlerò in politichese ma cercherò di analizzare, nei minuti che mi sono concessi, una situazione drammatica affrontata nel corso degli anni in maniera poco seria e poco decisa.

 

Permettetemi di farvi notare che questa indagine arriva con qualche anno di ritardo.
Naturalmente non ve ne faccio una colpa.

Anzi andreste lodati per questa iniziativa perché finalmente tutti hanno assunto consapevolezza di questo cancro che sta colpendo le nostre campagne.

Sgombriamo il campo da tutti gli equivoci creati ed alimentati ad arte da qualcuno: la xylella esiste ed è un grave problema italiano ed europeo.

E con la xylella, allo stato attuale, si deve convivere perché manca ancora una risposta scientifica in grado di sconfiggere il batterio.

 

Detto ciò, è giusto analizzare ciò che è stato fino ad oggi.

Per anni la xylella è stata insabbiata, quasi non fosse mai esistita, e se adesso finalmente affrontiamo la questione è solo perché qualcuno – pochissimi -, tra cui il Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, ha tenuto alta l’attenzione.

Vi racconto un episodio: 7 marzo 2018.

Infoxylella.it, portale gestito da tanti bravi volontari, a cui va il mio plauso, dopo aver studiato ed analizzato i report dell’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia, comunica che in pochi mesi le piante di ulivo infette nella zona di contenimento, quella in provincia di Brindisi per intenderci, sono più che triplicate.
Nel silenzio generale, chiamati in causa da questi volontari, il CNO pubblica i dati attraverso un comunicato stampa, ripreso da tutti i più importanti telegiornali e giornali d’Italia, e la xylella torna finalmente ad essere IL PROBLEMA DA AFFRONTARE.

 

Questi primi passaggi del mio intervento mi consentono di sottolineare come sia stata proprio LA POLITICA, IN TUTTE LE SUE ARTICOLAZIONI TERRITORIALI, CENTRALI E PERIFERICHE, A MANCARE CLAMOROSAMENTE IN QUESTA BATTAGLIA.

GLI OLIVICOLTORI SALENTINI E PUGLIESI SONO STATI LASCIATI SOLI IN BALÌA DI UN NUMEROSI SANTONI NULLAFACENTI, PSEUDOAMBIENTALISTI e PSEUDOAGRICOLTORI, CONTESTATORI DI PROFESSIONE, che è riuscita a mettere in piedi un complesso sistema di fake news, alimentato dai social e dall’ignoranza in materia di tanti, nel quale molti sono colpevolmente cascati.

Il problema serio è che questo sistema di fake news si è nutrito per anni della connivenza di amministratori locali, amministratori regionali, presidenti, consiglieri comunali, consiglieri regionali, deputati, senatori, attivisti, giornalisti, e anche organizzazioni agricole creando un danno enorme e incalcolabile al territorio e all’economia.

La xylella in poco più di cinque anni, da una zona circoscritta a pochi terreni e poche decine di piante, è arrivata a colpire tre province minacciando tutta la Puglia e l’Italia olivicola.

A questa campagna di disinformazione si sono sommati comportamenti inadeguati, che in alcuni casi ritengo omissivi, da parte di chi era preposto alla gestione dell’emergenza.

 

Vogliamo chiarezza sui ritardi della Pubblica Amministrazione e capire perché non si è agito come la normativa impone, consapevoli che le Decisioni comunitarie in materia di organismi da quarantena sono immediatamente esecutive.

La materia fitosanitaria è disciplinata da direttive e regolamenti comunitari, da leggi dello Stato e delle Regioni nel rispetto delle proprie competenze.

 

L’attuazione delle Decisioni comunitarie è un obbligo, e nessuno può avanzare dubbi.

È necessario individuare nella “catena di comando” chi aveva, per le proprie responsabilità, l’obbligo dell’agire e non lo ha fatto o non lo ha fatto correttamente.

Oggi l’Italia è stata deferita alla Corte di Giustizia e rischia una procedura di infrazione per non aver dato esecuzione agli abbattimenti delle piante infette.

Chi ha responsabilità amministrative e Politiche deve essere chiamato a rispondere dei danni arrecati alle tasche degli olivicoltori e anche del danno erariale arrecato, anche a fronte degli enormi costi che oggi devono essere sostenuti per le azioni di contenimento della Xylella ormai esplosa.

Nessuno deve pensare di fuggire dalle proprie responsabilità e dai propri comportamenti!

 

Ciò che non ha consentito al Commissario Silletti di agire, per esempio, è stato anche il conflitto di attribuzione di competenze che erano in capo alla Regione e che ne ha permesso di impugnare strumentalmente gli Atti, pienamente legittimi, in materia di contrasto alla Xylella.

 

Oggi è necessario agire, capire chi deve fare cosa, con chiarezza.

 

Non è accettabile che 29 ricorsi individuali dal 2015 ad oggi siano stati la presunta causa che ha impedito gli abbattimenti, quando sappiamo che sui nuovi focolai le notifiche di abbattimento vengono recapitate con mesi di ritardo o non vengono addirittura emesse, nonostante la disponibilità degli olivicoltori a procedere alla rimozione delle piante infette.

 

Una puntuale azione di contenimento, con abbattimenti rapidi e costante monitoraggio (quest’ultimo davvero efficiente solamente negli ultimi 12-18 mesi) avrebbe impedito di avere oggi una delimitazione così estesa.

Non capisco perché le regole dell’Unione Europea, soprattutto quelle dolorose legate all’eradicazione delle piante infette, non debbano essere seguite in Italia, mentre negli altri focolai di xylella, e sono molti, sparsi nel Continente, in Francia, Spagna, Germania, si.

 

Sono il Presidente della più importante organizzazione della produzione olivicola italiana ma, prima ancora, sono fiero di essere un olivicoltore vero, un agricoltore.
Per noi tagliare un albero è un dolore atroce.

 

Ma siccome ormai abbiamo maturato la consapevolezza di come sia necessario, per contenere la proliferazione del batterio, tagliare le piante malate, facciamolo.
Facciamolo in fretta.

 

Le procedure vanno semplificate, come avviene per altri patogeni da quarantena, ma soprattutto va chiarito chi ha la responsabilità di fare cosa e in che tempi, i comportamenti omissivi che hanno prodotto questa situazione devono essere perseguiti.

 

SNELLITE LA BUROCRAZIA!

Come avviene negli altri paesi, una volta individuata la pianta malata lo Stato deve procedere subito con l’eradicazione e solo successivamente deve avvisare il proprietario della stessa.


VA GARANTITO ALLO STESSO TEMPO PERÒ L’IMMEDIATO RISTORO E LA POSSIBILITÀ DI REIMPIANTO.

Non possiamo più leggere di milioni di euro destinati alle imprese e stornati, perché andati in economia.

È INACCETTABILE, PER TUTTI I BRAVI OLIVICOLTORI CHE HANNO CAPITO IL PROBLEMA E CHE SONO INTERVENUTI TAGLIANDO LE PIANTE MALATE, ASPETTARE 3 ANNI PER LIQUIDARE GLI INDENNIZZI CON LE DISPONIBILITÀ FINANZIARIE IN CASSA.

 

Altra complessa questione: le buone pratiche agricole.

Aratura, potatura, concimazione organica sono assolutamente necessarie e tutti i ricercatori che si sono occupati seriamente di xylella hanno ormai dimostrato che una cattiva cura dei terreni porta l’insetto vettore della malattia, la sputacchina, a proliferare più velocemente.

Onestà intellettuale mi consente di dire che anche qualche proprietario terriero ha delle colpe proprio in funzione dei terreni abbandonati e lasciati incolti.

E non serve un investigatore per scoprire che questi proprietari sono gli stessi che magari diffondono le notizie false, sono gli agricoltori creduloni che hanno abboccato (per fortuna pochi, ma rumorosi), sono gli stessi pseudoambientalisti e pseudoagricoltori che sostengono l’esistenza di cure alternative e che continuano a dire che la xylella è un’invenzione.

 

La proposta che vi faccio e che vi prego di studiare e approfondire è questa: TOGLIAMO GLI AIUTI PAC A QUESTA GENTE CHE ABBANDONA I CAMPI E INSEGUE STUPIDE TEORIE E DIAMO QUEI SOLDI AI TANTI OLIVICOLTORI SALENTINI E PUGLIESI SERI CHE FANNO BENE IL LORO LAVORO E CHE SONO LE VITTIME DI QUESTA SCIAGURA ESPLOSA NEL TEMPO ANCHE PER I COMPORTAMENTI DI QUESTI PERSONAGGI.

Questi aiuti arrivano proprio per fare aratura, potatura, concimazione organica e non per abbandonare i terreni e inseguire invenzioni.

Io credo che questo sarebbe un buon deterrente per silenziare un po’ di gente che parla senza né arte e né parte e iniziare a contrastare il batterio della xylella con serietà e responsabilità.

Ovviamente la sputacchina non è un insetto intelligente che passa nei terreni incolti dei privati ed evita i terreni pubblici incolti.

Quindi vi chiedo di accelerare anche la pulizia dei terreni comunali e provinciali, incentivando gli amministratori locali ad emanare ordinanze sia per il verde pubblico, sia soprattutto per obbligare i privati a lavorare i campi.

Vi è la possibilità di utilizzare le risorse per le politiche di coesione destinate alla riqualificazione del verde nelle aree dismesse o degradate. Con un progetto serio potremmo avere terreni puliti in ogni città.

Progetti virtuosi in grado di creare economia anche per le imprese.

Attività per i vivai, altro settore in grande crisi, e per le imprese agricole del territorio utilizzando quanto previsto dal Decreto Legislativo 228/2001 all’articolo 14 che consente alle Pubbliche amministrazioni di affidare agli agricoltori alcune attività.

La pulizia dei terreni è fondamentale.

 

 

Torno sull’argomento reimpianto.

Aiutate gli olivicoltori pugliesi a riprendere la produzione.

Acceleriamo sulla questione, magari sperimentando quelle cultivar che sono più resistenti.
La Puglia è il cuore produttivo dell’olivicoltura italiana, il 50% della produzione arriva proprio da questa Regione.

Il Salento, soprattutto nella parte ionica, rischia di arrivare entro un paio d’anni a produzione zero, e ha perso in questi anni l’80% del prodotto a causa della xylella.

I terreni hanno perso praticamente tutto il loro valore fondiario, migliaia di aziende sono ridotte sul lastrico e i posti di lavoro persi sono incalcolabili.

E con l’avanzata verso Nord del batterio sarà sempre peggio.

Servono interventi rapidi e decisi.

La dimensione del problema è enorme ed è necessario agire rapidamente.

 

Per questo chiediamo un programma organico di interventi in grado di attivarsi subito utilizzando le risorse già disponibili sui fondi dello sviluppo rurale e delle politiche di coesione 2014-2020 utilizzando le procedure scritte che le normative già prevedono e che in tempi contenuti consentono di approvare modifiche ai programmi.

 

Abbiate il coraggio di approntare un nuovo Piano Olivicolo Nazionale che dia risposte anche a questa emergenza.

Se l’obiettivo è quello di aumentare la produzione italiana, la Puglia non può essere abbandonata.

Gli olivicoltori e i territori hanno bisogno di risposte certe.

I frantoi nelle zone più colpite non apriranno quest’anno.

I frantoiani vanno sostenuti in questa fase che perdurerà a lungo affinchè riescano a mantenere in vita attività che rappresentano la storia della nostra terra.

 

LA XYLELLA È UN’EMERGENZA NAZIONALE E VA TRATTATA COME SE FOSSE UN TERREMOTO PERCHÉ TALE È LA PORTATA PER MIGLIAIA DI FAMIGLIE.

Bisogna salvare i produttori olivicoli italiani ed il prodotto simbolo dell’Italia nel mondo, l’olio extravergine d’oliva italiano, dagli attacchi di molti avvoltoi, da fattori esterni come la xylella ed anche da fattori interni al sistema olivicolo, come abbiamo visto negli ultimi mesi, che puntano a calpestare la dignità dei produttori e mirano a far passare per italiano anche miscele, oli deodorati, oli italici e tante altre schifezze.

Concludo il mio intervento con due osservazioni e preghiere.

Sono entrambi due richiami alla responsabilità.

 

Voi politici, voi che guidate il nostro Paese, avete il dovere di affrontare i problemi dei cittadini, in questo caso di noi olivicoltori.

Avete il dovere di farlo con responsabilità, ascoltando soprattutto le vittime di questo disastro e la scienza.

Ci sono tanti bravi scienziati, ricercatori, penso al Cnr di Bari ma anche ad altri enti come il Crea, che da anni stanno provando a dare delle risposte.

Ascoltateli sempre, non solo in audizione o nel momento di maggiore difficoltà.
Vale per l’olivicoltura, ma vale per tutti gli argomenti della nostra vita quotidiana.

Infine, per favore, non cedete alle lusinghe e ai richiami dei millantatori e dei seminatori di notizie false.

Proprio in tal senso trovate in allegato a questa relazione l’esposto denuncia, presentato a fine maggio alle Procure di Bari, Lecce, Brindisi e Taranto contro chi ha contribuito, attraverso la pubblicazione di notizie false, alla distruzione dell’olivicoltura pugliese e salentina.

Il Consorzio Nazionale degli Olivicoltori in maniera pubblica e ufficiale attraverso questo atto ha rotto per primo il muro di omertà e ha preso posizione in maniera netta.

Da qualche settimana anche l’Associazione Nazionale dei Florovivaisti Esportatori, gente perbene che rappresenta un fiore all’occhiello dell’Italia nel mondo e che è duramente messa alla prova dalla xylella come noi, con il Presidente Leonardo Capitanio ha presentato un esposto analogo.

Siamo gli unici nella fitta foresta di sigle e associazioni del settore.

Fatelo anche voi. Denunciate, dalla vostra posizione, questi irresponsabili.

Siate l’esempio in questa battaglia di legalità.

Solo così saremmo certi di poter combattere in maniera unitaria e convinta questa guerra molto lunga contro la xylella.

Se così non sarà, sappiate che l’avanzata della xylella porterà allo scoppio di una vera e propria bomba sociale con conseguenze devastanti per le famiglie delle aziende olivicole e delle aziende dell’indotto.

Una bomba sociale che rischia di minare anche l’ordine pubblico.

Quindi vi chiedo azione e responsabilità.

Fate bene, fate in fretta.

È davvero l’ultima occasione.

olivicoltura

Gelate di febbraio, positivo il primo piano di aiuti della Regione Puglia

Il Consorzio Nazionale degli Olivicoltori esprime soddisfazione per l’approvazione da parte del Consiglio Regionale della Puglia di una prima misura a sostegno degli olivicoltori fortemente colpiti dalle gelate di febbraio.
Il piano da 1 milione di euro, che dovrà naturalmente essere rimpinguato nelle prossime settimane, deve essere rivolto esclusivamente ai produttori olivicoli colpiti, superando i paletti del decreto legislativo 102 sulle calamità naturali.
I danni per tutto il settore, compreso l’indotto, si aggirano intorno al miliardo di euro, e proprio le zone più importanti della produzione olivicola pugliese, le province di Bari e Bat, sono quelle più colpite.
A causa delle gelate, nella prossima campagna, ci sarà una drastica riduzione del prodotto, che deve indurre tutti gli operatori del settore e le forze dell’ordine a una maggiore attenzione per scongiurare frodi e contraffazioni, sia sull’olio sia sulle olive provenienti da paesi comunitari ed extracomunitari, che rischiano di minare il mercato già ampiamente provato da accordi farlocchi, xylella e problemi stagionali.

Olio dannoso come il fumo, Onu e Oms ribaltano la scienza. Sicolo: “Uniti, fermiamo in ogni modo questa follia”

“È in corso un attacco senza precedenti ai prodotti italiani di qualità: paragonare l’olio extravergine d’oliva e altri simboli del Made in Italy al fumo delle sigarette è un’autentica follia che va fermata in ogni modo”.

Così il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, ha commentato le indiscrezioni, riportate stamattina dal Sole24Ore, provenienti dalle Nazioni Unite e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che nella battaglia a diabete, cancro e malattie cardiovascolari avrebbero messo nel mirino la dieta Mediterranea ed i prodotti simbolo da sempre di un corretto stile di vita.

Secondo gli “esperti” Onu ci sarebbe una stretta correlazione tra queste malattie ed il cibo, al punto da prevedere l’inserimento di avvisi di pericolo sulle confezioni di molti prodotti alimentari, simili a quelli usati per le sigarette, proprio per scoraggiarne il consumo.

Il 27 settembre a New York l’Onu deciderà su eventuali nuove pesanti tasse su tutti gli alimenti contenenti grassi, sale e zuccheri, e si esprimerà anche su queste etichette.

“Sarebbe una vera dichiarazione di guerra al nostro Paese e a tutta la filiera agroalimentare italiana, dall’industria sana alla produzione – ha sottolineato il Presidente Sicolo -. La battaglia a tutela del Made in Italy è assolutamente comune ed il Consorzio Nazionale degli Olivicoltori è pronto a fornire il suo contributo, grazie alle numerose ricerche scientifiche che hanno provato come il consumo di olio extravergine d’oliva di qualità faccia bene alla salute”.

“Il mondo scientifico italiano, europeo e mondiale in questi anni ha promosso l’utilizzo di olio extravergine d’oliva per scongiurare proprio le malattie che l’Onu vuole combattere e non si capisce il motivo per cui questi “esperti” delle Nazioni Unite abbiano l’intenzione di colpire i nostri prodotti di qualità per favorire, magari, bevande gassate e piene di zuccheri”, ha continuato Sicolo.

“Il Governo Italiano già si sta muovendo in maniera decisa per evitare uno scenario apocalittico per l’agroalimentare italiano, anche creando sinergie con gli altri Paesi del Mediterraneo – ha concluso Sicolo -. La salute dei consumatori del mondo non può essere messa in discussione da scelte scellerate magari dettate da qualche potente lobby dell’industria chimica”.

Buon lavoro al Presidente Giuseppe Conte e al nuovo Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio

“Buon lavoro al Presidente Giuseppe Conte e alla sua squadra, in particolare modo al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Gian Marco Centinaio: finalmente parte un governo che potrà lavorare per garantire risposte importanti all’olivicoltura italiana”.

Con queste parole il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, ha salutato la nascita del nuovo governo italiano e la nomina del nuovo Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

“Al Ministro Centinaio offriamo tutta la collaborazione possibile e l’energia della prima organizzazione della produzione olivicola italiana con 140mila olivicoltori e 30 organizzazioni di produttori presenti in tutta Italia”, ha ricordato il Presidente Sicolo.

“Bisognerà affrontare sin da subito una vera e propria emergenza nazionale, la xylella, attraverso un’azione seria e decisa che favorisca l’eradicazione delle piante infette, il contenimento del batterio, il ristoro delle aziende colpite ed il sostegno alla ricerca scientifica – ha ribadito il Presidente del CNO -. Ci sarà da lavorare intensamente per valorizzare l’extravergine d’oliva italiano, per combattere frodi e contraffazioni, e per dare valore al lavoro degli olivicoltori, anche attraverso una decisa battaglia in Europa per una nuova pac più equa e giusta”.

“Il Consorzio Nazionale degli Olivicoltori è pronto a collaborare con il Governo Conte e con il Ministro Centinaio per tutelare uno dei settori più importanti del Made in Italy”, ha concluso il Presidente Sicolo.

Xylella, l’esposto-denuncia depositato anche a Taranto. Sicolo incontra il Procuratore Capristo ed il Prefetto Cafagna

Questa mattina il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, accompagnato dal Presidente APOL Lecce, Benedetto Accogli, ha consegnato nelle mani del Procuratore Capo di Taranto, Carlo Maria Capristo, l’esposto-denuncia contro chi divulga notizie false ed infondate tali da turbare l’ordine pubblico e la sicurezza (art. 656 Codice Penale), e contro chi con il proprio comportamento, anche colposo e omissivo, è responsabile della diffusione di malattie contro le piante di ulivo (art.500 codice Penale).

Nel pomeriggio, invece, Sicolo incontrerà il Prefetto di Taranto, Donato Giovanni Cafagna, per illustrargli la situazione della xylella nel tarantino e tutti gli interventi da mettere subito in pratica per evitare che il batterio, presente in pochi paesi della provincia, si estenda sul resto del territorio.

“Ringrazio il Procuratore Capristo per l’attenzione e la sensibilità dimostrata su un problema che rischia di mettere in ginocchio per sempre il cuore dell’economia pugliese”, ha dichiarato Gennaro Sicolo.

“Adesso depositeremo l’esposto anche alle Procure di Brindisi e Lecce e ci attiveremo affinchè vengano istituiti tavoli istituzionali provinciali permanenti per controllare l’avanzata del batterio e favorire interventi seri e concreti per contenere l’epidemia”, ha concluso il Presidente del CNO.

Italia deferita alla Corte Ue per la xylella, Sicolo: “Uno schiaffo alla politica e ai creduloni”

“La notizia del deferimento del nostro Paese alla Corte di Giustizia Europea sulla questione xylella è uno schiaffo, l’ennesimo, alla politica, rimasta per troppo tempo colpevolmente ferma, e a tutti i creduloni che hanno abboccato alle parole di santoni, nullafacenti e pseudo ambientalisti invece di affrontare seriamente il problema”.
Così il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, ha commentato la notizia del deferimento alla Corte UE proposto dalla Commissione Europea contro l’Italia per non aver adempiuto ai propri obblighi per impedire la diffusione della xylella.
“In questi anni siamo stati gli unici a dire sempre, dal primo momento, che erano necessarie le eradicazioni, purtroppo dolorose, delle piante infette, oltre alle buone pratiche agricole, e non abbiamo mai ceduto al fascino populista dei disegni complottisti di tanti nullafacenti, nè abbiamo mai fatto allarmismo sui numeri come altre organizzazioni che, fino a poco tempo fa, con il loro atteggiamento sono state complici dell’avanzata del batterio”, ha ricordato il Presidente Sicolo.
“Ancora oggi proseguono i ricorsi contro le eradicazioni, continuano ad esempio i dibattiti inutili, portati avanti da incompetenti, sull’utilizzo di fitofarmaci e sull’applicazione del decreto Martina, e il batterio indisturbato avanza verso la provincia di Bari, cuore dell’olivicoltura pugliese e nazionale”, ha continuato Sicolo.
“Il nuovo governo dovrà subito affrontare questa emergenza ed intervenire tempestivamente per applicare tutte le direttive utili a contenere questo disastro – ha ribadito il Presidente del CNO -. In altri Paesi, come Spagna o Francia, che hanno lo stesso problema italiano, si procede subito con le eradicazioni, in prima istanza, senza perdere tempo con la burocrazia che rallenta inevitabilmente le operazioni”.
“Si intervenga con la stessa risolutezza e velocità delle autorità spagnole o francesi, oltre che con uguale responsabilità: bisogna eradicare le piante infette, proseguire con le buone pratiche agricole per impedire al vettore di avanzare, e procedere col ristoro delle aziende duramente colpite”, ha concluso Gennaro Sicolo.