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Il sindaco di Carovigno a Teresa Bellanova

Massimo Lanzilotti, sindaco di Carovigno, augura un buon lavoro a Teresa Bellanova, dopo aver sentito il suo intervento a ‘Otto e mezzo’ in merito a xylella e cimice asiatica. Continua a leggere

mipaaf

Xylella: il 19 incontro al MIPAAF

L’ufficio stampa del Mipaaf ha diffuso il seguente comunicato:

“Condividere le azioni da attuare per fronteggiare l’emergenza xylella fastidiosa; definire le misure del piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia.

Sono gli obiettivi della riunione di coordinamento che si terrà giovedì prossimo 19 settembre al Mipaaf, sala dell’agricoltura.

All’incontro, convocato dal Dipartimento per le politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale e fissato per le 11, sono stati invitati la Regione Puglia, Agea, il Crea, le associazioni nazionali di categoria, rappresentanti del mondo vivaistico, dei frantoiani e dei professionisti”.

 

Fonte: www.agrapress.it

Xylella: altre brutte notizie?

Ieri mi è stata inviata una foto, prima pubblicata e poi scomparsa dal sito Infoxylella, di un oliveto di Coratina in Casarano (Le), palesemente infetto.

Pochi giorni fa, qualche collega mi informava che in un oliveto monocultivar Leccino, almeno il 50% degli alberi presentava notevoli sintomi da infezione di xylella.

Queste notizie sono frutto di bisbigli e d’una fotografia. E’ evidente che, ove conferma necessiti come in questo caso, l’unica voce possibile sia l’Osservatorio Fitosanitario della Regione e la scienza.

Si spera in bene.

dott. agr. Gabriele Verderamo

La Corte Ue condanna l’Italia sulla Xylella (e sappiamo chi ringraziare)

Secondo la sentenza il nostro paese non ha attuato subito le misure per impedire la diffusione del batterio. Bucci: “I ritardi non erano inevitabili ma sono stati causati dal governo regionale. Confidiamo nel nuovo ministro Bellanova”

“L’abbattimento doveva essere immediato. Le misure previste dall’Europa erano appropriate, come hanno sempre sostenuto la comunità scientifica e gli osservatori internazionali”. La sentenza “non è una sorpresa” per Enrico Bucci, professore di Biologia dei Sistemi alla Temple University di Philadelphia.

La Corte di giustizia europea, l’organo che ha il compito di garantire che i paesi e le istituzioni dell’Unione rispettino la normativa comunitaria, ha stabilito che “l’Italia è venuta meno all’obbligo ad essa incombente di attuare misure per impedire la diffusione del batterio Xylella Fastidiosa, che può provocare la morte di numerose piante, in particolare degli olivi”, come si legge nel verdetto relativo al ricorso della Commissione, che già nel 2015 aveva imposto misure per eradicare il batterio.

 

 

Per ricapitolare: la Xylella, un batterio vegetale responsabile del disseccamento rapido di diverse piante, viene osservata per la prima volta in Europa nel 2013, sugli ulivi pugliesi. Nel 2015 la Commissione adotta una decisione (una delle fonti del diritto con efficacia vincolante, obbligatoria in tutti i suoi elementi), che impone a tutti gli stati membri di rimuovere non solo le piante infette ma anche tutti gli alberi situati nel raggio di 100 metri di distanza da quelli contagiati. Perché quella è la distanza che può percorrere in una dozzina di giorni un insetto, la sputacchina, che è il vettore del batterio.

Ma un battito d’ali di sputacchina provoca una tempesta complottista. Così inizia il circo di teorie strampalate, con le accuse ai ricercatori e alle diaboliche multinazionali e decreti delle Procure. Nel 2016 la Corte, chiamata a pronunciarsi su una domanda pregiudiziale, dichiara la legalità delle misure di Bruxelles. Ma siccome a quel punto la Xylella si è già diffusa da oltre due anni in alcune zone della Puglia e l’eradicazione non è più possibile, la Commissione chiede nuove misure di contenimento del batterio, per impedire che si diffonda: l’esecutivo europeo modifica la decisione e prevede, in via eccezionale, il monitoraggio del territorio interessato e l’abbattimento immediato delle sole piante infette in una fascia di 20 chilometri che attraversa le province di Brindisi e di Taranto. Nel 2018 la Commissione fa ricorso contro l’Italia, accusata di essere inadempiente. Oggi la Corte dà ragione all’accusa.

“Le situazioni di ordine interno di uno Stato membro non giustificano l’inosservanza degli obblighi e dei termini risultanti dal diritto dell’Unione”, spiega infatti la sentenza.

“L’Italia avrebbe quindi dovuto adottare misure nazionali di emergenza che prevedessero procedure più rapide per superare tali ostacoli”.

La Corte aggiunge che “alla scadenza del termine fissato dalla Commissione, vale a dire il 14 settembre 2017, l’Italia aveva omesso di rispettare due degli obblighi ad essa incombenti”.

“Non ha proceduto immediatamente alla rimozione, nella zona di contenimento” di circa il 22 per cento delle piante infette e per rimuovere le altre ha impiegato “più settimane o addirittura più mesi”, un periodo inconciliabile con il termine “immediatamente” contenuto nella decisione europea.

La colpa del ritardo generale è dovuta al trasferimento di responsabilità dal governo centrale a quello regionale – aggiunge Bucci – Oggi la percentuale di alberi non abbattuti è ulteriormente aumentata. La situazione è ancora peggiore ora, mentre si iniziano a vedere i primi uliveti distrutti anche a Ibiza. Per esempio in Puglia assistiamo allo spettacolo paradossale di uffici che si multano l’un l’altro mentre gli ulivi da abbattere sono sempre lì. Abbiamo l’Arif (l’Agenzia Regionale per le Attività Irrigue e Forestali della Puglia, ndr) senza direzione, dopo le dimissioni del commissario Oronzo Milillo. La situazione è catastrofica, con continui interventi della sovrintendenza che blocca gli abbattimenti. Al di sopra di tutto c’è Emiliano che sguazza tra gli eventi di chi scrive libri per dire che l’emergenza non esiste”.

 

Fonte: www.ilfoglio.it

La condanna della corte Ue per la non applicazione delle misure scatena una ridda di commenti

Si scatenano i commenti di tutte le associazioni agricole, di molti politici, nazionali e locali, sulla sentenza di condanna da parte della Corte di Giustizia UE per la mancata applicazione dellle misure richieste dall’Unione per combattere e/o contenere xylella fastidiosa. Continua a leggere

Sentenza nella causa C-443/18 Commissione/Italia (batterio Xylella fastidiosa)

In allegato il dispositivo della sentenza della Corte di Giustizia UE che condanna l’Italia per la gestione di xylella fastidiosa

 

CP190106IT_Italia e mancanza dimisure per impedire la diffusione del batterio Xylella Fastidiosa

Xylella, la Regione libera 30 milioni per i reimpianti di ulivi nel Salento

Da oggi il dopo-xylella non sarà soltanto una strada tortuosa tutta in salita. Qualcosa si muove, arrivano ulteriori fondi per ricostruire una nuova olivicoltura dopo che la batteriosi ha trasformato uliveti verdeggianti in grigi cimiteri. Continua a leggere

Xylella, la Basilicata ha paura e vuole evitare il contagio

Organizzazioni agricole e olivicoltori invitano a stare all’erta per evitare che, a cominciare dalla provincia di Matera, anche il territorio lucano diventi prima zona cuscinetto e poi zona infetta

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xylella

Xylella, i ricercatori parlano alla gente: quasi pronto il programma delle due giornate a Racale. Adesioni da tutta Italia e dall’Estero

Mancano ancora un paio di mesi per l’appuntamento con “Resilienza Xylella, la ricerca parla al pubblico” ma le istanze arrivate finora presso la sede della cooperativa Acli di Racale sono tante da far dire al dottor Michele Manni, ideatore del progetto e specializzato in impresa cooperativa, che “si è avuta una buona risposta ed anche trasversale”, cioè associazioni di categoria, Gruppi di azione locale, imprenditori e privati cittadini. Continua a leggere

Xylella: resistenza genetica, l’unica possibile soluzione

In un convegno a Lecce illustrati i primi risultati delle ricerche sulla resistenza varietale al batterio Xylella fastidiosa subsp. pauca ST53

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