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Xylella: Bellanova, Emiliano chiede decreto urgenza per scaricare responsabilità

“Chi lamenta di essere stato lasciato solo dal Governo regionale nella gestione dell’emergenza xylella ha tutta la mia solidarietà: la nostra olivicoltura e le nostre imprese agricole avrebbero meritato molto di più e d’altra parte non lo dico io ma lo sottolineano, quasi quotidianamente, le associazioni”. Ad affermarlo è Teresa Bellanova, vice ministro allo Sviluppo economico sull’emergenza Xylella, rispondendo ad una sollecitazione nel corso di un incontro con alcuni agricoltori.

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Risultati del monitoraggio delle aree indenni dal batterio Xylella fastidiosa nel territorio della Repubblica italiana in attuazione del D.M. 18/02/2016 – Anno 2017

Il MIPAAF ha pubblicato i risultati del monitoraggio eseguito nel 2017 sulla presenza o meno del batterio xylella fastidiosa sul Territorio nazionale, ad eccezione della Puglia. Il risultato è che il Territorio nazionale, ad eccezione della Puglia, è indenne al batterio.

Complessivamente sono stati ispezionati 6.352 siti produttivi (vivai e garden centers) e 12.539 siti diversi; sono stati esaminati, nel complesso, 12.594 campioni non trovandone alcuno infetto.

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/11262

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Xylella, torna alta l’allerta in Ue

Torna alta a Bruxelles l’attenzione sulla Xylella fastidiosa, nell’imminenza dell’inizio della stagione di volo dell’insetto responsabile del propagarsi del batterio.

I rappresentanti dei Paesi Ue, nei giorni scorsi, si sono scambiati le ultime informazioni sulla presenza del patogeno in Europa aggiornando la geografia della diffusione della fitopatologia che riguarda ulivi ma anche alcuni alberi da frutto, come i mandorli in Spagna.

In Puglia sono ormai quasi tremila gli ulivi infetti nella cosiddetta fascia di contenimento (nel 2015 erano pochi esemplari). Le attività di monitoraggio sono molto intense, ma i ricorsi al Tar contro il taglio degli alberi rallentano la rimozione delle piante malate, aumentando il rischio di contagio.

L’Italia è già al centro di una procedura di infrazione da parte di Bruxelles per non aver applicato le misure Ue per contrastare l’avanzata del batterio e rischia il deferimento in Corte di giustizia. L’allerta, tuttavia, riguarda anche la Spagna … In Francia, tutta la Corsica è stata dichiarata zona infetta (come il Salento), mentre in Provenza-Alpi-Costa Azzurra il patogeno continua a manifestarsi su piante ornamentali.

Fonte: www.ansa.it

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La Xylella e il futuro degli ulivi: incontro con esperti al “Lanoce” di Maglie. Intanto la paura arriva ad Andria

Sabato 17 marzo altro appuntamento con l’attualità nell’aula magna dell’Istituto “Egidio Lanoce” di Maglie. L’Istituto superiore magliese ha accolto il seminario “Scelte strategiche per il futuro dell’olivicoltura salentina” organizzato da Apol(organizzazione di produttori olivicoli) della provincia di Lecce, nostra consociata.

La prima parte della manifestazione è stata dedicata alla presentazione dell’attività svolta da Apol sul territorio e alla relazione tecnica e la testimonianza di un’imprenditrice olivicola. Subito dopo si è aperta la tavola rotonda su “Scelte strategiche per il futuro dell’olivicoltura Salentina” con una relazione introduttiva del prof. Luigi De Bellis, direttore DiSTeBA dell’Università del Salento.

Hanno partecipato all’evento gli studenti dell’Istituto che frequentano l’indirizzo tecnico e professionale agrario nella sede di via Circolone e i rappresentanti del settore agricolo del territorio salentino. L’incontro è stato concluso dall’intervento del vicepresidente nazionale della Cia (Confederazione italiana agricoltori), dottor Mauro Di Zio.

Durante la manifestazione, è stato osservato un momento di raccoglimento in onore del Dott. Giampiero Maracchi, climatologo di fama internazionale recentemente scomparso.

Infine sono stati consegnati gli attestati di idoneità fisiologica all’assaggio ai partecipanti al corso per assaggiatori di oli di oliva vergini già realizzato dall’Istituto “Egidio Lanoce” e da Apol in questo anno scolastico.

Intanto della micidiale infezione si è parlato nella sesta edizione di “Vigna e ulivo” ad Andria, alla presenza di esperti che hanno aggiornato sulle misure di contenimento e sui nuovi metodi di monitoraggio nella zona cuscinetto, dove sono stati rinvenuti alberi affetto a Ostuni e Cisternino. In particolare si è parlato del blocco delle fonti i inoculo, cioè degli insetti vettore in particolare della Sputacchina. “Eliminare le fonti di inoculo è fondamentale – ha detto il professore Pierfederico La notte del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari – ma finora non si è fatto abbastanza anche sul versante dell’informazione. Forse gli scarsi risultati sono imputabili proprio a questo e ad una forte controinformazione che ha fatto presa sull’opinione pubblica”.

Fonte: www.piazzasalento.it

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La fragilità dei giganti: gli ulivi pugliesi nel documentario di Teodora Altomare

“My Giants” racconta una lotta per la sopravvivenza degli alberi del Salento contro un batterio nocivo, la Xylella fastidiosa

Abbiamo intervistato la film maker barese, a New York dal 2012. Per lei “la storia della decimazione delle piante secolari si lega alla malattia di mio padre, ed è diventata un’opportunità per riconnettermi con le mie radici” Una storia che profuma di terra. La vita umana legata a quella degli ulivi secolari. Una vicenda che contiene, come le regole della vita rurale, grandi battaglie e grande forza d’animo per mantenere la sopravvivenza e veder attecchire i propri frutti, nonostante la fatica.

È da qui inizia il percorso di Teodora e del suo rifugio che la lega a doppio filo al paese natio, la Puglia, e alla grande mela, in cui il suo progetto è decollato. A fare da trade union anche la malattia e poi la perdita del padre. L’abbiamo intervistata per scoprire come e perché questo fatto personale l’abbia ispirata a creare un documentario sui “giganti che camminano”.

Teodora è una filmmaker italiana e un’insegnante alla City University di New York. I suoi documentari sono stati proiettati al Doc Nyc e al Woodstock Film Festival. Recentemente Teodora ha lavorato come produttrice in collaborazione con organizzazioni non-profit quali UPROSE e Cooper Square Committee. Da molti anni insegna media studies, produzione, ripresa e montaggio all’Hunter College, allo York College, al DCTV, e in una scuola superiore del Bronx. Nel 2017 Teodora ha ricevuto un Master in Belle Arti presso Hunter College.

Come sei arrivata a New York ?

“Mi sono laureata in Italia, all’università di Bari in Lettere e cultura teatrale e ho cominciato a lavorare come attrice per piccole produzioni con amici pugliesi, ma presto mi sono appassionata alla produzione e alla regia. Grazie a una borsa di studio della Regione Puglia, ho frequentato la Luiss Business School che mi ha portato alla Rai, nella sede di New York, per uno stage estivo. Qui ho scoperto il mio amore per il documentario, che ho esplorato ingordamente in una città che mi offriva continui festival e rassegne dedicati al documentario d’autore. Dopo lo stage in Rai e un periodo di andirivieni dall’Italia, non avevo più dubbi che la natura multiculturale di New York sarebbe diventata il teatro in cui volevo esplorare il potenziale sociale e politico dell’arte del documentario”.

Cosa lega la storia che racconti nel documentario a te personalmente?

“Per me è stato un rito di passaggio importante: My Giants è un documentario di trenta minuti su due viaggi verso casa. Durante il primo, nel 2015, ho documentato la storia di Xylella fastidiosa, un batterio mortale responsabile della perdita di molti ulivi millenari della Puglia. Durante la seconda visita, nel 2016, ho assistito alla malattia di mio padre. Intrecciando le due storie – l’epidemia degli ulivi e il cancro di mio padre – ho creato un’istantanea di un momento di transizione nella mia vita, un momento in cui la malattia e’ diventata un’opportunità per riconnettermi con le mie radici”.

Veniamo al tuo documentario. Di cosa tratta?

“La Puglia, ha oltre 60 milioni di ulivi. Queste piante sono più piccole di una sequoia, un baobab o una quercia, ma i pugliesi li chiamano con orgoglio “i giganti che camminano”. In effetti, sono i secoli di cura che le persone hanno messo in questi alberi, scavando e rimuovendo regolarmente il nucleo morente del tronco, e ha permesso loro di sopravvivere per centinaia, a volte anche migliaia, di anni. Nel 2013, nel Salento, gli ulivi hanno iniziato ad ammalarsi, a seccare e morire. Quasi due anni dopo, gli scienziati locali hanno finalmente identificato il principale colpevole della malattia: Xylella fastidiosa. La mancanza di conoscenza del batterio e il timore che il contagio potesse alla fine colpire tutta l’Italia hanno scatenato una tempesta politica e mediatica. Il governo della Puglia ha approvato un piano di emergenza che ha suddiviso l’area interessata in quattro zone, dove sarebbero state abbattute le piante infette ma anche quelle potenzialmente infette. Gli ulivi rappresentano più di un patrimonio culturale per il popolo pugliese”.

Quando hai capito che questo argomento doveva essere approfondito e reso noto anche fuori dalla Puglia?

“Nel 2015, la storia di Xylella fastidiosa e di quello che stava succedendo agli ulivi pugliesi ha catturato l’attenzione del New York Times, ed è così che la notizia dell’epidemia mi ha raggiunta a New York, dove stavo studiando documentario e media ad Hunter College. Quando sono tornata a casa per passare le vacanze estive con la mia famiglia nell’estate 2015, Xylella fastidiosa era sulla bocca di tutti. In Puglia, quasi tutte le famiglie possiedono un piccolo appezzamento di uliveti. La perdita degli antichi alberi giganti così emblematici della vita nel bacino del Mediterraneo, e intorno ai quali avevo giocato e sui quali mi erano state raccontate storie quando ero piccola, era inevitabilmente triste anche per me”.

Quale è stata la tua reazione?

“Ho iniziato a filmare gli ulivi dell’area che circondava la mia casa per documentare gli alberi che, se gli scienziati avessero avuto ragione, sarebbero presto spariti. Mentre ascoltavo gli attivisti e gli agricoltori sconvolti dalla risposta del governo, mi sono chiesta: “L‘abbattimento è l’unico modo per contenere la malattia?” “È vero che, una volta infettato un albero, non c’è modo che possa guarire?” Con queste domande in mente, ho attraversato le 500 miglia della mia terra natale, seguendo il percorso della malattia, nel tentativo di comprendere la storia mutevole e contraddittoria dell’epidemia degli ulivi e le sue conseguenze culturali ed economiche per gli abitanti della Puglia”.

Poi che è successo?

“Nel 2016, mentre ero a New York per il montaggio del mio documentario su Xylella fastidiosa, mi ha raggiunta la notizia di un’altra malattia – a mio padre era stato diagnosticato un cancro. Con il film degli ulivi e una valigia piena di paura e amore, sono tornata a casa. La notizia del cancro di mio papà mi ha colta completamente impreparata, ma alla fine ho trovato nella storia della malattia degli alberi l’opportunità per imparare qualcosa sulla malattia di mio padre e di venire a patti, anche se solo filosoficamente, con la paura di perderlo. Durante il montaggio del film, è diventato chiaro come la storia di Xylella fastidiosa e del cancro di mio padre si intrecciassero. I paralleli tra le due storie erano chiari su molti livelli e, sorprendentemente, ho trovato che c’erano delle lezioni da imparare da ciascuna storia. My Giants è diventato un film-essay personale che indaga le mie domande sul concetto di appartenenza, tempo e radici”.

Quale è ora la destinazione di My Giants? “Vorrei fosse distribuito nei piccoli e grandi festival, ma anche diffonderlo nelle scuole della Puglia come un progetto educativo e di sensibilizzazione. My Giants ha tirato fuori la parte più viscerale della mia pratica creativa, è stata per me un’opportunità per stabilire una connessione tra natura e essere umano che in qualche modo mi ero involontariamente lasciata alle spalle trasferendomi a New York, e per investigare i dubbi che inevitabilmente affiorano nel confrontarci con la natura precaria dei legami. Affrontare le domande che mi stanno più a cuore e razionalizzarle attraverso il linguaggio audiovisivo è quello che cerco di fare non solo come filmmaker, ma è anche il mio obiettivo quotidiano come insegnante a New York, e mi piacerebbe poterlo fare presto anche in Italia”.

Fonte: www.lavocedinewyork.com

commissione agricola parlamento europeo

Importanti novità nel decimo aggiornamento delle specie ospiti di Xylella fastidiosa in Europa.

E’ stato pubblicato il decimo aggiornamento del database di specie vegetali identificate come ospiti del batterio sul territorio dell’Unione Europea.

Tra le novità spicca l’inserimento del Noce (Juglans regia) nell’elenco delle piante ospiti a prescindere dalla sottospecie, che diviene pertanto oggetto delle limitazioni previste dalla Decisione comunitaria (limitazioni alla commercializzazione e, ove previsto, divieto di impianto) anche nelle zone demarcate della Puglia, pur non essendo mai stato ritrovato un noce infetto in Salento.

Sono 7 le nuove specie identificate come ospiti: oltre il noce, ritroviamo Calicotome spinosa (Ginestra spinosa)Coronilla glauca (Coronilla valentina)Euryops chrysanthemoidesMedicago sativa (Erba medica o Alfalfa) e Prunus cerasus (Ciliegio acido).

Diventano complessivamente 70 le specie ospiti elencate in 4 diversi gruppi: uno per ciascuna delle 3 sottospecie di X.fastidiosa identificate in Europa (sub.sp fastidiosa, multiplex e pauca) più un quarto gruppo che riunisce specie ospiti indipendentemente dalle sottospecie di xylella. Questo IV gruppo in realtà riporta sia piante verificate ospiti di tutte le 3 sub-specie, come nel caso di rosmarino, polygala, mandorlo, oleandro, caffè, ma anche specie vegetali (come ad es. nel caso del noce) per le quali non è stata ancora identificata la sottospecie di appartenenza ma che sono, per il principio di precauzione, ugualmente sottoposte a severe misure restrittive su tutto il territorio dell’Unione.

Link al database della Commissione Europea: https://ec.europa.eu/food/plant/plant_health_biosecurity/legislation/emergency_measures/xylella-fastidiosa/susceptible_en

puglia

Xylella, sindaci: “Non abbiamo i soldi per gli interventi obbligatori”

I primi cittadini dei Comuni dell’area cuscinetto chiedono un incontro con tecnici e amministratori regionali

Le misure di contrasto al diffondersi del batterio nelle aree “cuscinetto” e “di contenimento” iniziano a diventare indispensabili con il sopraggiungere della stagione primaverile. Per ottemperare alle disposizioni diffuse dall’Osservatorio Fitosanitario, istituito dalla Regione Puglia proprio per contrastare l’infezione da Xylella fastidiosa, servono risorse ingenti di cui i Comuni non hanno piena disponibilità.

In quest’ottica si muove la cordata di Sindaci capeggiata da Gianfranco Coppola, che ha preso l’iniziativa di scrivere al Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale e Ambientale della Regione per chiedere un incontro tecnico, mirato alla pianificazione degli interventi da calendarizzare e al loro finanziamento.

I Sindaci di Ostuni, Fasano, Ceglie Messapica, Cisternino, San Michele Salentino e il Commissario straordinario del Comune di Carovigno, avanzano nella missiva inviata nella mattinata di venerdì 2 marzo, la richiesta congiunta di una riunione urgente presso il Dipartimento regionale, utile a definire una strategia condivisa per procedere, nei rispettivi territori di competenza, alla realizzazione di quegli interventi obbligatori di efficace contrasto al diffondersi del vettore della Xylella fastidiosa nel suo stadio giovanile, in particolare nei terreni agricoli, extra agricoli, nelle aree urbane sia private che pubbliche.

Nel corso dell’incontro, i Sindaci auspicano che venga individuata una soluzione in merito alle procedure da rispettare e alle tempistiche, nonché in relazione agli impegni di spesa che ogni amministrazione deve assumere, che preveda il sostegno economico della Regione Puglia, per far fronte a interventi di aratura, trinciatura e fresatura, mirati al controllo della vegetazione spontanea, la cui realizzazione è prevista entro e non oltre il 30 Aprile.

«Assodata la necessità che nell’agro di un Comune ricadente nella zona “cuscinetto” devono essere rispettate le prescrizioni diffuse dall’Osservatorio fitosanitario regionale – dichiara il Sindaco Coppola – si riscontra la difficoltà oggettiva di portare a compimento le buone pratiche indicate su territori estremamente vasti, come appunto nel caso di Ostuni. Il punto della questione è che né la mia amministrazione, né quelle dei Comuni che hanno aderito alla mia iniziativa, hanno le risorse sufficienti per pulire materialmente tutte le aree di competenza pubblica, incluse le strade comunali, le contrade e i percorsi interpoderali.

Urge pertanto un incontro con i tecnici e gli amministratori regionali per studiare un programma d’intervento efficiente ed efficace, prima dell’arrivo della primavera».

Fonte: www.brindisireport.it