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Salento rurale: paesaggio agricolo ed economico o paesaggio ambientalista, storico ed archeologico?

Domenica scorsa, su Il Sole24ore, è apparso un articolo a firma del professor Settis, un archeologo e storico dell’arte italiano, dal titolo “Serve un piano nazionale a tutela dei paesaggi storici” che ha scatenato un acceso dibattito tra chi era d’accordo con i suoi contenuti e chi invece ne provava ribrezzo, s’intende culturale; tra questi ultimi diversi tecnici agronomi.

Riportiamo una riflessione in merito di Alfonso Pascale, promotore dell’associazione “Rete Fattorie Sociali”, presidente del CeSLAM (Centro Sviluppo Locale in Ambiti Metropolitani), docente di Agricoltura Sociale presso l’Università degli Studi Roma Tor Vergata. Continua a leggere

Dl Clima, Stefàno (Pd): Sbagliato cancellare liberalizzazione espianti e impianti Salento

“Trovo incomprensibile la scelta di eliminare dal Decreto Clima la liberalizzazione degli espianti e degli impianti in area vincolata del Sud Salento. Continua a leggere

Xylella, ARIF accelera sugli abbattimenti e raddoppia le squadre

Abbattere”, questo l’imperativo categorico dell’ARIF, che ha come obiettivo quello di tagliare, nei prossimi 20 giorni, 500 piante risultate positive al batterio xylella Continua a leggere

Xylella, Bellanova: «I 300 milioni per olivicoltori e frantoiani entro il 1° gennaio 2020»

In un incontro a Lecce il ministro delle Politiche agricole ha confermato che i fondi stanziati dal Decreto Emergenze verranno presto ripartiti

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Regione Puglia – Dipartimento Agricoltura: monitoraggio vettori xylella fastidiosa al 26 settembre 2019

Continua il monitoraggio dei vettori della Xylella fastidiosa attivato ai sensi della decisione UE/789/2015, del D. Lgs 214/05 e della DGR 1890/2018, con l’obiettivo di studiare il loro ciclo biologico e verificare la presenza nelle diverse zone e sui vegetali con particolare riferimento alle specie ospiti di Xylella e in particolare l’olivo.

L’Osservatorio Fitosanitario, da marzo 2018, ha fornito informazioni sulla presenza dei diversi insetti vettori nelle varie zone demarcate, lo spostamento degli stessi sulla diversa tipologia di vegetazione e ha indicato i periodi ottimali in cui intervenire con interventi agronomici e chimici contro i vettori.

In generale il numero degli adulti catturati è in diminuzione, di seguito e nei grafici allegati si forniscono maggiori dettagli.

Philaenus spumarius:

  • zona indenne: sulle chiome di ciliegio, olivo e piante di bordo (cupressacee e querce) e con maggiore frequenza nei siti ove non si sono effettuati trattamenti fitosanitari (incolti e condotti in biologico), gli individui adulti sono stati catturati con frequenza medio-bassa.
    Sul mandorlo, ormai quasi completamente defogliato, non sono stati rilevati adulti.Sulla vegetazione infestante sono presenti con bassa densità.
  • zona cuscinetto: su olivo, ciliegio e piante di bordo (in particolare nei siti oltre i 300 m di altitudine) la presenza degli adulti è risultata medio-bassa.
    Su Erigeron, Daucus, Leontodon, Diplotaxis, Urospermum e Chenopodium la presenza è occasionale.
  • zona contenimento: su olivo e piante arboree/arbustive di bordo, gli individui adulti sono presenti con densità relativamente bassa.
    Sulle specie infestanti prevalentemente del genere Erigeron, Urospermum, Picris e Chenopodium la presenza è occasionale.
  • zona infetta: nel 50% dei siti sono stati catturati adulti su olivo con densità inferiore rispetto al rilievo precedente. In riduzione anche le catture sulle altre piante arboree ed arbustive (mirto, lentisco, fillirea, cipresso, querce) limitrofe gli oliveti monitorati.In meno della metà dei siti, con frequenza estremamente bassa, sono stati catturati adulti sulla vegetazione di copertura in ricrescita.Neophilaenus campestris:

• In tutti i siti: gli adulti sono stati rilevati essenzialmente su cipresso e pino. Si segnala qualche cattura

di individui adulti e in pochi siti su olivo, ciliegio e sulla vegetazione spontanea. Philaenus italosignus:

Soltanto nei siti in cui in primavera erano stati rilevati individui giovani sono stati catturati adulti su olivo, fruttiferi, piante arbustive e infestanti; negli altri siti non è stato catturato alcun individuo adulto sia sulla vegetazione spontanea che su piante arboree ed arbustive.

 

xylella

Xylella, la sorveglianza del territorio è decisiva

Se ne parla in un convegno a Napoli il 4 ottobre 2019, organizzato dall’Unità regionale di coordinamento fitosanitario della Campania Continua a leggere

Sabato 5 ottobre ad Ostuni incontro “Come cooperare per rigenerare il paesaggio agrario e rurale storico”

Sabato 5 ottobre 2019 alle ore 10 in Ostuni presso la sede del GAL Alto Salento si terrà un incontro dal titolo “Come cooperare per rigenerare il paesaggio agrario e rurale storico”.

Promosso dal Libero Comitato Anti-xylella e patrocinato, tra gli altri, da Italia olivicola.

 

Al paradosso: la Regione Puglia multa se stessa per i mancati abbattimenti degli ulivi

Le sanzioni che potrebbero oscillare da 1.000 sino a 30.000 euro per pianta sono irrogate dall’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia all’ARIF, Agenzia Regionale per le attivita’ Irrigue e Forestali Continua a leggere

Dagli ulivi alle strade: il paesaggio che verrà

Lo scorso sabato, nel’inserto de “Nuovo Quotidiano di Puglia” è stato pubblicato l’intervento del professor Pier Luigi Portaluri, ordinario di Diritto amministrativo dell’Unisalento. Le sue parole, la sua visione sono incredibilmente attuali e più focalizzate sulle problematiche di molti nostri colleghi e quasi tutti i nostri politici. Pubblichiamo l’estratto che verte sull’agricoltura e sull’olivicoltura. Credo occorrerebbe invitare anche il professor Portaluri ai tavoli per sentirne l’illuminata posizione.

dott.agr.Gabriele Verderamo Continua a leggere

Xylella: falsi, domande frequenti e fatti

Un’epidemia di Xylella fastidiosa sta minacciando la produzione di olio d’oliva nei paesi del Mediterraneo.

Alla luce della gravemente dannosa disinformazione diffusa dai negazionisti della scienza e da alcuni giornalisti, ho preparato un elenco di domande ricorrenti, tutte legate alla diffusione frequente di notizie false.

È vero che i ricercatori stanno ancora discutendo se la Xylella fastidiosa sia correlata al dieback degli ulivi?

Una delle tecniche più comuni utilizzate dagli pseudoscienziati per ingannare il pubblico è affermare che esiste una divisione nella comunità scientifica e dare lo stesso peso alle opinioni non supportate di alcuni pochi ricercatori in contrasto con quelle ampiamente prevalenti nella comunità scientifica opposta visualizzazioni.

Detto questo, ora ci sono diversi articoli di diversi gruppi di ricerca in tutto il mondo (pubblicati a partire dal 2014, pochi mesi dopo la scoperta del batterio in Puglia), che riportano una solida correlazione tra l’infezione della Xylella fastidiosa subsp. pauca e lo sviluppo della sindrome da declino rapido delle olive (CoDiRO o OQDS) in almeno tre paesi diversi (Italia, Argentina e Brasile). Inoltre, sono stati pubblicati esperimenti che dimostrano che l’inoculazione di ulivi con il ceppo di Xylella trovato in Puglia porta all’OQDS e alla morte delle piante.

Il numero di olivi infetti trovati durante tutte le campagne di monitoraggio annuali in Puglia è sempre piccolo, rispetto al numero complessivo di piante sottoposte a screening (circa il 2%). Perché esperti e funzionari parlano di un’epidemia se ci sono solo poche piante infette?

Per dedurre informazioni sulla prevalenza complessiva delle piante infette in Puglia utilizzando la percentuale di alberi infetti identificati in una campagna di monitoraggio, nonché il numero complessivo di piante testate e trovate infette durante le campagne di monitoraggio, è fuorviante, poiché la comunità scientifica e il  servizio fitosanitario pugliese ha ripetutamente confermato in risposta alle false affermazioni fatte da alcuni giornalisti e denialisti scientifici.

Le campagne annuali di monitoraggio in Puglia sono dedicate alla mappatura dell’area in cui il batterio è attualmente identificabile. Ciò, a sua volta, implica che l’attività di monitoraggio sia concentrata in aree considerate ancora libere dal batterio o in cui il batterio è arrivato molto recentemente. In queste aree, la maggior parte delle piante campionate dovrebbero essere libere dal batterio, e in effetti lo sono. Sfortunatamente, ogni anno vengono trovate alcune piante infette in aree in cui il batterio era precedentemente sconosciuto e / o alberi appena infetti vengono scoperti in aree in cui solo poche piante erano note per essere state infettate in precedenza; questo testimonia l’avanzamento dell’epidemia.

Lontano dalle aree monitorate (dove, come notato, la percentuale di piante infette è bassa), se si campiona nel cuore dell’epidemia, in luoghi in cui Xylella ha acquisito da molto tempo un punto d’appoggio, la devastazione è chiaramente evidente, sotto forma di innumerevoli ulivi morti o morenti. Lì, campionando alberi sintomatici (ma non ancora morti), i ricercatori hanno sempre trovato il batterio.