Un piano di quattro anni per spendere i fondi europei

Fissare un piano negli ultimi quattro anni di questa programmazione dei fondi europei, per fare in modo che tutte le risorse vengano utilizzate. È la proposta che arriva da Marc Lemaitre, direttore generale per la Politica regionale della Commissione Ue, a Palermo per partecipare all’assemblea della Conferenza delle Regioni periferiche e marittime che si è chiusa con l’approvazione del Manifesto di Palermo per una nuova politica regionale in Europa.

«Siamo nella situazione ideale per valutare come possiamo compensare il minore intervento pubblico nei prossimi anni del programma europeo – dice Lemaitre -. Tra Fesr e Fse l’Italia ha 25 miliardi di fondi europei, di cui 18, cioè tre quarti del totale dei fondi è ancora da spendere. Questo può fare la differenza».

Il tema che resta sul tavolo è quello che riguarda il Sud sollevato qualche giorno fa dalla stessa Commissione Ue: «C’è l’opportunità di rilanciare il Sud – spiega il direttore generale della Dg Regio -.  Appena la nuova Commissione europea sarà in funzione, speriamo prima della fine dell’anno, organizzeremo un incontro con la nuova commissaria per la Coesione e le riforme, Elisa Ferreira, per lanciare un partenariato con l’Italia sulla politica di coesione e soprattutto per il Sud. I prossimi anni saranno cruciali: abbiamo ancora disponibilità enormi da spendere e bisogna sfruttare queste opportunità».

La questione cruciale è quella del ritardo nell’utilizzo dei fondi. Il ministro Provenzano ha dichiarato: «Il Piano per il Sud avrà i suoi numeri ma sarà soprattutto un processo di accelerazione per la spesa. Dopo una ricognizione sui fondi al Sud, tra ordinari e straordinari: ne è scaturita un’autentica emergenza e ora abbiamo cominciato a spostare le risorse dove serve».
Sul punto Lemaitre non nasconde tutta la sua preoccupazione: «Evitare delle perdite finanziarie è veramente la priorità numero uno. Abbiamo degli obiettivi da raggiungere per la fine di quest’anno in termini di spesa, soprattutto per la Sicilia, e dunque dobbiamo concentrarci su questo obiettivo immediato. Poi dobbiamo fissare un piano per gli ultimi quattro anni di programmazione assolutamente cruciali e durante i quali la larga maggioranza dei fondi dovrà essere utilizzata».

Resta in piedi, ancora, il nodo della spesa addizionale da parte dell’Italia negli investimenti al Sud.

La Sicilia resta osservata speciale sia per i ritardi nella spesa come ha sottolineato Lemaitre che per il blocco delle erogazioni da Bruxelles scattato in seguito alle contestazioni su una parte della spesa del Programma operativo Fesr 2014-2020 certificata a fine 2018.

Discorso diverso, invece, quello che riguarda la Calabria il cui programma operativo di spesa dei fondi strutturali Fesr e Fse risulta “interrotto”: «Siamo sulla strada giusta ma non posso anticipare quando arriverà qualche novità» chiude Lemaitre.

 

Fonte: www.ilsole24ore.it