Un’annata senza olive: dalle campagne ai frantoi scatta l’emergenza lavoro

Panni puliti e ripiegati, verghe e scuotitori coperti dai teli, macine ferme, cassoni vuoti. Alberi pieni solo di foglie. …. Quelli che dovrebbero essere i primi giorni di raccolta delle olive, quest’anno sono diventati il momento in cui si fa sempre più evidente lo stato di sofferenza del comparto agricolo causato dalle gelate dell’inverno scorso.

«I luoghi di ritrovo dei piccoli produttori e dei contadini si stanno riempiendo di persone in cerca di lavoro: in campagna è tutto fermo e tante, tantissime, famiglie sono in seria difficoltà. Non solo mancano le olive, non si vanno nemmeno a potare gli alberi per la paura che la neve e il gelo creino di nuovo i danni del 2017».

A testimoniarlo è un giovane agricoltore coratino, Giuseppe Scarpa. Si è trasferito a vivere in campagna da pochi mesi, insieme a sua moglie e ai loro due cani: «amiamo stare qui, non torneremmo indietro rispetto alla scelta di lasciare la casa in paese in cambio della serenità che la campagna ci offre ma siamo consapevoli dei sacrifici che ci attendono. Siamo fortunati perché in casa lavoriamo entrambi ma ci mettiamo nei panni dei miei colleghi che, da soli, devono fare fronte alle esigenze di tutta la famiglia: la situazione è tragica, non sappiamo più a chi chiedere aiuto».

Della stessa opinione Francesco De Palma, titolare dell’azienda Olio Ribatti, storico frantoio di via Castel del monte: «per il bene di tutti ci auguriamo che una situazione del genere non si verifichi mai più. Questo anno lo ricorderemo nella storia, siamo tutti fermi. Noi in frantoio abbiamo messo in funzione solo una linea per i clienti che hanno gli uliveti a Trani e a Bisceglie. I primi oli che si stanno producendo risultano anche di bassa qualità a causa della mosca olearia che ha attaccato gli alberi».

Al «blocco vegetativo ed alle lesioni sui rami più giovani si è unita la batteriosi – ha confermato Ettore Zucaro, presidente dell’ordine dei periti agrari della Provincia di Bari – Quest’anno la produzione è andata persa del tutto e nel 2019 in molte zone accadrà di nuovo». Un effetto di cui si è parlato già nei primissimi mesi del 2018, quando i tecnici della Regione hanno effettuato i controlli nei terreni coratini.

All’emergenza lavorativa si aggiungono gli scenari tragici del mercato dell’extravergine d’oliva prodotto nella Nazione. A confermarlo è Elia Pellegrino, vice presidente dell’Aifo, l’associazione italiana frantoiani oleari: «senza la Puglia, con Corato, Andria, Ruvo, Minervino, Canosa e Bitonto che sono i grandi centri di produzione l’olio italiano, l’indotto non può reggere sotto il profilo della qualità».

Fonte: www.coratolive.it