Xylella, bio-cura flop: «Benefici senza prove»

Lo scienziato Enrico Bucci, docente alla Template University of Philadephia, autore di pubblicazioni scientifiche e di un libro intitolato “Cattivi scienziati”, smonta il «progetto Silecc» finanziato dalla Regione che utilizza i biofertilizzanti contro il disseccamento degli ulivi.

Un’analisi sulla relazione finale circa i sistemi di lotta ecocompatibile contro il complesso del disseccamento rapido dell’olivo, è stata condotta dal biochimico e biologo molecolare ritenuto uno dei maggiori analisti di dati scientifici di interesse biologico.

Bucci ha preso in esame i dati della relazione finale del Silecc (presentata nel Palazzo marchesale di Galatone il 20 novembre scorso) secondo cui dopo 18 mesi di sperimentazioni presso la Masseria Lo Prieno di Galatone, dove erano presenti 16 ettari di piante di olivo colpite da Xylella fastidiosa, gli olivi curati con le buone pratiche agricole tendono a riprendersi. Il trattamento delle piante, secondo quanto illustrato, è avvenuto con il biofertilizzante e il contemporaneo sovescio con i “mugnuli” (broccoletti).

Sotto la lente dello scienziato sono finiti il disegno sperimentale e i metodi utilizzati.

«L’assegnazione degli ulivi ai vari blocchi – ha rilevato Bucci – è avvenuta senza la genotipizzazione delle piante coinvolte prima che iniziassero le attività (si noti anche che alcune piante risultano innestate, altre no). In esperimenti simili, come ogni esperto del settore ben sa, questo è un errore da evitare accuratamente.

Nell’elenco dei blocchi sperimentali cui sono assegnate le 84 piante di ulivo – ha proseguito – non è presente nessun blocco completamente privo di ogni trattamento, aratura inclusa, e questo è fonte di numerose stranezze nell’analisi e presentazione dei risultati.

Non solo, stranamente non si misura il contenuto in rame nei terreni né prima, né durante i trattamenti che prevedono l’impiego di solfato di rame; inoltre non è prevista nessuna misurazione degli isotiocianati, i composti attivi del processo di biofumigazione proposto».
Secondo l’esperto mancherebbero parametri con cui confrontare i risultati.

«Non essendo riportata nessuna stima di variabilità rispetto alla media (errore, deviazione standard, varianza) – ha spiegato Bucci – non è possibile controllare la significatività dei dati riportati, tuttavia ancora più stupefacente è l’introduzione di un gruppo di piante come controllo, rispetto al quale è calcolata la significatività della differenza fra le medie, senza che si capisca da dove esso derivi, visto che non è presente nell’elenco dei blocchi sperimentali. Di questo “gruppo fantasma” si sa solo che comprende piante “non potate non trattate che circondano il campo sperimentale”».

Gli effetti visivi di miglioramento, secondo Bucci, non sarebbero legati ai biofertilizzanti.

«La pretesa significatività della differenza nella gravità di disseccamento fra i non trattati e tutti i trattati – è stata la bocciatura dello scienziato – è in realtà attribuibile alla semplice potatura, come risulta dagli stessi dati presentati.

Nessun trattamento ha alcun effetto sulla composizione chimica dei terreni nel periodo di osservazione, e una delle principali ipotesi di lavoro, quella che i trattamenti servissero a ripristinare l’agroecosistema – è stata la conclusione – è smentita dai dati, quindi non c’è nessun effetto di alcun trattamento per quel che riguarda l’infezione da Xylella».

 

Fonte: www.lagazzettadelmezzogiorno.it