Xylella e sovrainnesti degli ulivi monumentali: “Si faccia presto”

Il Parco delle dune Costiere sollecita la Regione ad applicare le linee guida approntate dall’Università di Bari

Secondo attendibili indiscrezioni, l’Università degli Studi di Bari avrebbe approntato (dopo che avevano fatto lo stesso i ricercatori del Cnr) le linee guida per il sovrainnesto degli ulivi monumentali che ricadono nella zona infetta dalla Xylella fastidiosa rientrante nella Piana dei Monumentali. A ciò dunque deve seguire in tempo reale il bando per rendere operativa la sperimentazione del sovrainnesto delle cultivar resistenti.

“Non c’è tempo da perdere – dichiara il presidente del Parco delle Dune costiere, on. Enzo Lavarra – altrimenti salterà pure il prossimo anno e la Piana degli ulivi monumentali sarà distrutta.  L’appello del territorio è rivolto innanzitutto alle rappresentanze istituzionali regionali. Si intervenga per conoscere lo stato dell’arte e per sollecitare il varo delle tanto attese misure”.

A questo fine Lavarra ha scritto al Presidente della Commissione Agricoltura della Regione Puglia, Donato Pentassuglia, chiedendo una urgente iniziativa anche della stessa Commissione, che già in passato ha convocato diverse audizioni in materia di Xylella.

Gentile Presidente – scrive Lavarra nella sua richiesta inviata al presidente della commissione Pentassuglia -, nella sua  qualità di Presidente della Commissione Agricoltura ha annoverato la emergenza Xylella fra i temi sensibili della sua attività. E per questa ragione che sollevo la attenzione sua e della Commissione  specificamente a riguardo di una misura assolutamente necessaria e urgente. Ovvero il varo più tempestivo della sperimentazione della tecnica del sovrainnesto nella Piana dei Monumentali. E in particolare per conoscere lo stato dell’arte sulle linee guida commissionate alla Università di Bari e sul bando che ne deve conseguire. Se c’è una sola possibilità di salvare la Piana, ciò dipende da questa sperimentazione – conclude Lavarra -. E se si va fuori tempo massimo per attivarla si perderà un altro anno, con la conseguenza più distruttiva di un patrimonio unico”.

Fonte: www.brindisireport.it