Xylella, Emiliano: «L’inchiesta della Procura di Lecce non è stata felice»

Abbiamo monitorato e tagliato migliaia di alberi, nessuno ci era riuscito prima. Sento spesso parlare di superman e del piano di superman, vale a dire del piano Silletti. Il nome di Silletti al presidente del Consiglio lo feci io. E Silletti se è nelle condizioni può smentirmi quando vuole. Ho visto cento volte il generale Silletti e posso dirvi che ci ha messo molto tempo per scrivere quel piano”.

Così il governatore Michele Emiliano, intervenendo nel pomeriggio a Lecce, nella sede della Regione Puglia a un incontro con la delegazione del Comitato olivicoltori pugliesi, insieme al presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva, e al capo del Dipartimento Agricoltura della Regione, Gianluca Nardone, per un confronto sulle misure che il governo regionale intende attuare in tempi brevi per dare un segnale di ripartenza al settore olivicolo salentino.

Nel mirino del governatore, in un passaggio del suo intervento, anche la magistratura salentina.

Vedo che a Bari ancora qualcuno vuole togliersi qualche dubbio. Ho detto che non parlo più degli interventi della magistratura perché ogni volta che dico qualcosa poi vengo interpretato diversamente. Sono tre anni che cerco di spiegare che non volevo dire ciò che mi si attribuisce. Speravo che i magistrati ci dessero una mano, oggettivamente devo riconoscere che non è stato un intervento felice quello della magistratura di Lecce, perché siamo partiti sperando che si chiarisse qualche cosa, invece abbiamo perso soltanto molto tempo e non abbiamo chiarito ancora niente”.

Per dovere di cronaca, ricordiamo che, nel dicembre 2015, oltre al commissario Silletti, furono e tuttora sono indagati:

Antonio Guario, già dirigente dell’Osservatorio fitosanitario regionale di Bari;

Giuseppe D’Onghia, dirigente del servizio Agricoltura della Regione;

Silvio Schito, già dirigente dell’Osservatorio fitosanitario;

Giuseppe Blasi, capo dipartimento delle Politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale del Servizio fitosanitario centrale;

Vito Nicola Savino, docente dell’università di Bari e direttore del centro di ricerca `Basile Caramia´ di Locorotondo (Bari);

Franco Nigro, docente di Patologia vegetale all’università di Bari;

Donato Boscia, responsabile della sede operativa di Bari dell’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del Cnr;

Maria Saponari, ricercatrice dello stesso istituto;

Franco Valentini, ricercatore dell’Istituto Agronomico Mediterraneo di Valenzano (Bari).

Il sequestro posto in essere riguardò tutte le piante di ulivo interessate dalle operazioni di rimozione immediata delle piante infette previste in esecuzione del piano Silletti, tutte le piante interessate da rimozione volontaria e tutte le piante già destinatarie di provvedimenti di ingiunzione emessi dall’Osservatorio fitosanitario.

Sempre per dovere di cronaca, riportiamo le dichiarazioni del presidente Emiliano in seguito ai provvedimenti della Procura leccese:

«La notizia del provvedimento di sequestro da parte della Procura della Repubblica di Lecce è arrivata come una liberazione. Finalmente avremo a disposizione dati tecnici ed investigativi per discutere con l’Unione europea della strategia finora attuata per contrastare la Xylella, fondata essenzialmente sull’eradicazione di massa di alberi malati e sani».

«Questa strategia – proseguiva Emiliano – viene messa totalmente in dubbio dalle indagini effettuate da magistrati scrupolosi, prestigiosi e notoriamente stimati per la prudenza che li ha sempre contraddistinti nell’esercizio delle funzioni. Credo anche che possiamo considerare chiusa la fase della cosiddetta emergenza.

La malattia è ormai insediata, e non può più essere totalmente debellata. Dobbiamo dunque riscrivere da zero le direttive da impartire agli agricoltori e a tutti gli altri soggetti interessati, che potranno consistere in tutti quegli atti e quelle azioni che non comportino l’eradicazione delle piante. In questi mesi la Regione Puglia ha sempre ribadito alla Procura della Repubblica di Lecce la sua disponibilità a fornire collaborazione alle indagini in corso. E anche oggi ribadisco questa disponibilità assieme alla piena fiducia negli uffici giudiziari leccesi”.

Fonti: www.quotidianodipuglia.it  www.corrieredelmezzogiono.corriere.it