Xylella fastidiosa, novità della settimana

Diverse notizie sul fronte Xylella fastidiosa.

  1. Riduzione delle aree cuscinetto per rendere più tempestive le azioni di lotta, diminuzione del raggio in cui andrebbero tagliate le piante non infette e razionalizzazione del sistema di monitoraggio per concentrare le forze dove il rischio di contagio è più alto. Sono queste alcune delle proposte di modifica alle misure di contenimento ed eradicazione del batterio Xylella fastidiosa di cui stanno discutendo le istituzioni comunitarie. Gli esperti di Commissione e Stati membri hanno avuto uno scambio di opinioni in merito nel comitato Ue per la salute delle piante. La discussione è iniziata nei mesi scorsi, sulla scorta delle nuove conoscenze scientifiche sulla presenza del batterio sul territorio Ue. Una decisione è attesa nei prossimi mesi.
  2. La Regione Puglia ha chiesto che i 40 milioni destinati alla ricerca e al monitoraggio vengano dati agli agricoltori. La mancanza del parere del Mise non ha consentito alla Stato-Regioni di esaminare e approvare il decreto.
  3. Ieri, su Affari Italiani, è stato annunciato “il rimedio contro il batterio”.L’annuncio, in anteprima, in un’intervista video all’avvocato Massimiliano Russo, consigliere d’amministrazione di Sanitrix, una start up con sede a Milano che ha brevettato un metodo per debellare il batterio.

 

Dopo sette anni di tentativi, la terapia criogenica (dunque attraverso l’utilizzo del freddo) messa a punto sotto la guida del responsabile scientifico Emanuele Guerra di Sanitrix, fisico ambientale, ha indicato una via alternativa a quella dell’eradicamento.

“Dopo un primo test su un singolo prototipo lo scorso anno abbiamo completato con successo una seconda fase su 25 ulivi”, spiega Russo. “Gli ulivi vengono coperti da una campana che porta la temperatura sui -50 o -60 gradi nell’area circostante e, per 15-20 minuti circa, di -5 o -6 gradiall’interno del vaso xylematico, debellando il batterio”. E, a distanza di qualche mese, è ricomparso, sull’ulivo sottoposto a trattamento, un nuovo fogliame. Insomma, gli ulivi possano tornare in vita.

“Siamo entrati in contatto con le istituzioni”, dice Russo. “Abbiamo incontrato il ministro Teresa Bellanova e siamo in contatto con lo staff del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Ora stiamo collaborando con le autorità scientifiche e siamo disponibili a ripetere la fase di test insieme a loro”. “Il costo dell intervento diretto sarà intorno ai 60 euro per pianta, ma contiamo di poter produrre a breve il software e l’hardware necessari all’intervento in modo da facilitare l’accesso autonomo a tutti i produttori”.

Diversi i commenti dei tecnici, piuttosto scettici, sia sul costo complessivo sia sulle modalità del trattamento. Diverse domande cui occorrerebbe dare risposta, prima di sensazionali annunci: si tratta l’albero e cosa ne sarà della moltitudine delle piante ospiti attorno allo stesso? Viste le domensioni della campana, si potranno trattare solo piante giovani? E’ veramente possibile arrivare a -78°C sulla chioma e -5°C all’interno della pianta? I batteri muoiono a -5°C dopo 20 minuti?

Insomma, senza voler criticare sempre e tutto, forse sarebbe meglio, prima degli annunci, confrontarsi con la comunità scientifica per avvalorare le proprie tesi e, solo dopo, iniettare fiducia agli olivicoltori.