Xylella, l’aratura nelle aree infette è strategica

La pandemia del coronavirus non può essere un alibi per non occuparsi di tutte le emergenze che questo Paese è riuscito ad accumulare negli anniLa Xylella è un’epidemia che sta mettendo a rischio di estinzione l’olivicoltura in tutto il Mediterraneo perchè i governi non hanno tempestivamente contenuto il focolaio di Gallipoli.

Perchè ancora oggi si disinteressano delle aree infette da Xylella e della grande riserva di vettore e di batterio che esse costituiscono?

Attualmente c’è una grande disattenzione per questo problema e il disastro economico e paesaggistico che sta già colpendo la Piana degli Olivi Monumentali sarà ancora più devastante, perchè nelle aree che potevano essere salvate anche la produzione olivicola sarà azzerata.

Facciamo questa denuncia perchè, dopo quasi due anni, la Regione Puglia cambia radicalmente le regole.

Senza alcun supporto normativo o scientifico pubblico decide di cancellare ‘l’obbligatorietà’ degli interventi di aratura e gestione delle infestanti nell’area ex-contenimento e nella zona infetta.

La Regione, con nota n.A00_181 del 1° aprile scorso, emana ai prefetti le nuove indicazioni per il contenimento del vettore di Xylella, ovvero la certificazione per facilitare una più veloce scomparsa di questo pezzo importante dell’olivicoltura mondiale. E a nulla sono valsi i ripetuti appelli delle organizzazioni dei produttori o i dettagliati opuscoli divulgativi di Infoxylella.

Le lavorazioni del terreno e la gestione delle infestanti nei mesi di marzio ed aprile sono gli unici strumenti a disposizione per il contenimento delle forme giovanili di sputacchina. Perchè non rendere obbligatorie tali lavorazioni in aree infette? Perchè questo disinteresse per l’olivicoltura?

A cosa serviranno i 300 milioni stanziati per la rigenerazione del patrimonio olivicolo in aree infette se non viene contenuto il batterio?

Sappiamo che Leccino e Favolosa sono varietà resistenti ma non indenni e, quindi, sarebbe meglio non sollecitare troppo la resistenza.

Mancano strategie ed azioni che avrebbero dovuto esserci ben prima dei 300 milioni annunciati e stanziati già dal Conte-1 e dal ministro Centinaio“.

Carmela Riccardi, presidente Associazione Libero Comitato Anti-Xylella

 

Fonte: www.corrieredelmezzogiorno.corriere.it