Xylella, olivicoltore di Andria: «La Puglia del Nord chieda i danni al Salento»

«Sul fronte Xylella Fastidiosa, la Puglia del Nord – e cioé Nord Barese, Foggiano e Bat – dovrebbe costituirsi parte civile contro una parte del Salento in cui gli olivicoltori non hanno mai effettuato le più elementari pratiche colturali, favorendo così la batteriosi». L’affondo è del conte Onofrio Spagnoletti Zeuli, noto olivicoltore e produttore oleario di Andria.

Lei comprende bene che questa sua affermazione rischia di far esplodere una guerra fra poveri in Puglia.

«Me ne rendo conto, ma la verità, anche quando fa male, va detta».

Non ritiene che il comportamento che lei attribuisce ad alcuni olivicoltori salentini vada analizzato anche sul fronte Pac?

«Certo. La condizionalità, alla base della riforma della politica agricola comune, viene strattonata. Chi non ha effettuato le pratiche basilari, e cioé aratura e potatura, è venuto meno agli obblighi imposti dall’Ue per ottenere i fondi. Pertanto, a quegli olivicoltori avrebbero dovuto già essere negati gli aiuti Ue».

Puglia divisa anche sul piano dei costi produttivi?

«Non c’è dubbio: solo chi ha rispettato gli obblighi, ha sostenuto costi produttivi elevati».

L’abbandono degli ulivi in una vasta area salentina è recente?

«No, ritengo che venga da lontano e che apra le porte alla patologia. Si pensi all’erba sotto gli alberi che presta il fianco alla sputacchina, il vettore del batterio, ndr)».

Ormai pare non più in discussione che, in Puglia, la batteriosi si sia sviluppata nel 2013. Ma è proprio così?

«Non credo. Penso, invece, che la patologia sia comparsa prima e che qualcuno abbia dormito, Regione compresa. L’agricoltura, del resto, non viene mai tenuta nella massima considerazione».

Veniamo ai vivaisti salentini: il blocco voluto da Bruxelles li ha messi in ginocchio, le vendite registrano un crollo del 70%.

«Questi operatori non sono immuni da ogni responsabilità: hanno importato piante non controllate a dovere. È una delle conseguenze della globalizzazione».

C’è qualcuno che cerca di assestare il colpo finale all’olivicoltura, sostenendo che anche l’olio pugliese sia «ammalato».

«Bisogna chiarire che il nettare delle olive non può risentire in alcun modo della Xylella. Ad ammalarsi è solo l’albero».

I piani olivicoli: se ne parla da tanto, ma non si vedono.

«In Italia, se ne discute da venti anni. La Spagna, invece, ha investito proprio su questi piani, difendendo così l’agricoltura e sfruttando i fondi comunitari».

 

Fonte: www.lagazzettadelmezzogiorno.it