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Xylella, Sicolo su sentenza Tar Puglia: “Sveglia! Burocrazia e politica perdono ancora tempo mentre l’olivicoltura rischia di morire”

“Una domanda sorge spontanea: va bene la difesa strenua del paesaggio e di alberi che sono dei monumenti, ma è più importante tutelare l’apparenza o privilegiare la sostanza, ossia il futuro economico di centinaia di migliaia di famiglie e l’esistenza dell’olivicoltura nazionale stessa?”

Così il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, ha commentato la decisione del Tar Puglia che ha imposto la verifica del carattere di monumentalità prima dell’eradicazione delle piante infette e di quelle che sorgono nel raggio di cento metri da esse.

“La decisione del Tar è l’ennesimo rallentamento che la burocrazia impone alla guerra che invece dobbiamo portare avanti rapidamente contro la xylella – ha proseguito Sicolo -. I dati diffusi dall’Osservatorio fitosanitario pugliese, che balzano agli occhi anche confrontando i monitoraggi mappati in questi mesi, sono chiari: non possiamo più aspettare”.

“Dispiace sacrificare la storia millenaria di alcune piante, ma non possiamo assistere inermi alla fine dell’olivicoltura facendo avanzare indisturbato il batterio – ha rimarcato il Presidente del CNO -. Serve un atto di responsabilità da parte di tutti, a partire dalla politica, la battaglia non è più rimandabile”.

“Si sblocchino immediatamente i risarcimenti per gli agricoltori danneggiati e si cominci seriamente ad affrontare il problema, pensando al futuro e non al passato, tagliando gli alberi e reimpiantando immediatamente per consentire la ripresa delle coltivazioni”, ha continuato Sicolo.

“Mi auguro che il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, come più volte ribadito in queste settimane di campagna elettorale, prenda di petto la situazione e affronti subito con decisione questo dramma perché l’avanzata indisturbata della xylella uccide l’olivicoltura nazionale e, con essa, il futuro di centinaia di migliaia di famiglie”, ha concluso Gennaro Sicolo.